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A Strasburgo contro la sorveglianza: "Ci sono o ci fanno?"
A Strasburgo contro la sorveglianza: "Ci sono o ci fanno?"
A Strasburgo contro la sorveglianza: "Ci sono o ci fanno?"
Redazione
8 anni fa
Galeazzi contro l'uscita dell'avvocato Stolkin: "Esultano per la vittoria della democrazia e parlano di Strasburgo?"

La sorveglianza degli assicurati finirà sul tavolo della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU). È quanto assicurato ieri dai perdenti della votazione e in particolare dall'avvocato Philipp Stolkin, uno dei leader del comitato referendario che si opponeva alla modifica di legge proposta dal Consiglio federale.

Sollecitato dalla televisione svizzerotedesca SRF, Stolkin ha detto di non credere alla garanzia fornita dal governo sul divieto di filmare una persona all'interno della propria camera da letto. A suo avviso, le promesse dell'esecutivo di evitare abusi si dissolveranno in quattro e quattr'otto. Inoltre, saranno parecchie le persone sottoposte a osservazione segreta che a suo dire si rivolgeranno ai giudici di Strasburgo per far valere i propri diritti. Egualmente delusi gli esponenti di PS e Verdi, formazioni che si erano schierate in favore del referendum lanciato per contrastare la revisione.

La delusione rosso-verde e l’ipotesi di un ricorso alla CEDU - la cui eventualità non è stata esclusa proprio lo stesso giorno della sonora bocciatura dell’iniziativa sull’autodeterminazione - non è andata giù al deputato democentrista Tiziano Galeazzi. “Uno scenario che non sta né in cielo né in terra, e ventilato da coloro che – lo stesso giorno del no all’autodeterminazione – hanno festeggiato per la vittoria della democrazia. Con il cadavere dell’iniziativa ancora caldo rinnegano il voto popolare e parlano di ricorsi a Strasburgo: è totalmente illogico”.

“La protezione della sfera privata è stata garantita dalle istituzioni e loro non ci credono? Ci sono o ci fanno?”, prosegue Galeazzi. “Lascio giudicare al cittadino, ma certo è che se si accaniscono così tanto sembra proprio che a questi abusi ci tengono e pur di difenderli vanno anche a Strasburgo”.

”Questa è la pistola fumante, se ancor fosse necessario dimostrare, che gli stessi rosso-verdi hanno un peso e più misure alle scelte del popolo. Se un'iniziativa o un referendun non a loro gradito, perchè non a loro vantaggio, rinnegano e calpestano il voto popolare e l'espressione della nostra democrazia semi-diretta. Ridicolo che dopo una "legnata" di due terzi popolare, gli si dia degli ignoranti alle cittadine e cittadini di questa nazione”, conclude Galeazzi.

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