
"A Serbian Film" è ora vietato ai minori nel nostro Cantone.
A seguito delle polemiche per la sua proiezione alla Scuola cantonale di commercio di Bellinzona, il presidente della Commissione film per giovani Marco Baudino ha visionato il film prodotto in Serbia nel 2010 e deciso di porre un limite di età minima di 18 anni.
Lo scrive oggi La Regione Ticino, cui Baudino ha ammesso di aver fatto fatica a vedere il film, a causa di scene che si spingono "molto al di là della perversione umana".
"Dalla violenza, alla pornografia, allo splatter, in questo film i temi sfociano addirittura in pratiche illegali, come la necrofilopornografia e la neonatalpornografia" ha spiegato il presidente della commissione. "In confronto "Salò o le 120 giornate di Sodoma" di Pier Paolo Pasolini sembra un Harmony."
Intanto sempre La Regione riferisce che sarebbero una cinquantina gli allievi della Commercio che hanno visto la pellicola durante le giornate autogestite. Il direttore della scuola, Adriano Agustoni, ha incontrato tutti loro e si è scusato per l'accaduto.
Per il momento la scuola non ha preso sanzioni nei confronti del promotore della proiezione, Samuel Iembo. A indagare sul giovane è comunque la Magistratura, che ipotizza la violazione di un articolo del Codice penale relativo alla pornografia.
Iembo, dal canto suo, non è per nulla pentito di quanto fatto. Sul suo profilo Facebook, definendo "le scene di violenza di un'estetica riuscita", ha scritto: "Un po' ci speravo che saltasse fuori qualcosa. Sinceramente, me l'aspettavo, ma non che avesse così tanto seguito."
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