
L'obiettivo è che il 95% dei giovani ottenga un diploma di scuola superiore, rispetto all'88% attuale. Per questo si prevede l'introduzione dell'obbligo formativo fino ai 18 anni, assieme alla creazione di un percorso di accompagnamento per i ragazzi che hanno completato la scuola dell'obbligo. Lo ha annunciato oggi il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) nel corso di una conferenza stampa, in cui ha presentato i principali contenuti del Progetto “Obiettivo 95%”, modifica della Legge della scuola (introduzione dell’obbligo formativo fino alla maggiore età)”.
Come già accennato, con il progetto s’intende assicurare che tutti i giovani residenti, dopo la scuola obbligatoria e almeno fino a 18 anni, siano seguiti e accompagnati in un progetto individuale di formazione che possa permettere loro di conseguire un titolo post-obbligatorio. A medio-lungo termine s’intende incrementare la quota di giovani venticinquenni in possesso di un diploma , passando dall’attuale 88% al 95%, obiettivo della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione e della Confederazione. In Ticino, si è specificato, vi sono già diverse strutture e misure che intervengono a prevenzione dell’abbandono scolastico. Ciò malgrado, ogni anno sono circa 350 i giovani che “escono dai radar” del sistema formativo senza aver conseguito un diploma di secondario II.
"L'obbligo formativo non è l'obbligo scolastico"
Il Consigliere di Stato Manuele Bertoli, direttore del DECS, ha sottolineato come il progetto “Obiettivo 95%” consolidi e rafforzi le misure esistenti, creando le basi legali necessarie per monitorare e seguire i giovani dopo la scuola obbligatoria e, se necessario, intervenire per definire con loro dei progetti individuali e misure di preparazione all’apprendistato. In questo senso, l’introduzione dell’obbligo formativo, si specifica non va confuso con l’obbligo scolastico, è un mezzo legislativo che rafforza l’interrelazione coi ragazzi in uscita dalla scuola dell’obbligo. Il progetto è accompagnato da altre cinque misure pensate per permettere ai giovani coinvolti di trovare la strada verso l’autonomia, con progetti formativi individualizzati.
Primo target in giovani in assistenza
Paolo Colombo, Direttore della Divisione della formazione professionale (DFP), presentando le misure operative, ha evidenziato come, per questo specifico gruppo di giovani sia necessario sperimentare un approccio diverso, dinamico e individualizzato. Grazie all’introduzione dell’obbligo formativo fino ai 18 anni sarà possibile intercettare tempestivamente i giovani che non iniziano o interrompono la formazione postobbligatoria. Questa attività sarà svolta da un servizio interdipartimentale, gestito dalla DFP, che inizierà la sua attività nei primi mesi del 2020, inizialmente con lo specifico gruppo target dei giovani adulti 18-25 anni a beneficio di assistenza. Attivi in modo permanente durante tutto l’anno, questi operatori lavoreranno tramite misure ordinarie o specifiche di preparazione all’apprendistato.
Per questi giovani usciti dal sistema formativo o in situazione di “rottura” con il sistema scolastico l’apprendistato biennale, così come la possibilità di effettuare periodi di pratica nelle aziende, possono costituire una base solida per ricostruire la fiducia nei propri mezzi; un punto di ripartenza per acquisire competenze e autostima. Da qui la volontà d’incrementare il numero dei posti di apprendistato biennali messi a disposizione dalle aziende, così come le possibilità di stages in azienda con una vigilanza e coordinamento cantonale.
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