
Negli scorsi mesi, nel nostro Cantone sono stati revocati o non rinnovati in media 8 permessi di soggiorno al mese. "A essere toccati, sembrerebbero non essere solo i beneficiari di permessi B ma anche coloro che avevano un permesso di domicilio" scrivono gli interroganti Giorgio Fonio, Maurizio Agustoni e Lorenzo Jelmini.
"Per quanto a noi noto negli ultimi anni si è verificato un aumento delle revoche tanto è vero che nel 2013 le revoche di permessi erano state 43 mentre nel 2015 sono salite a 81 - proseguono - Tra le persone a cui è stato revocato il permesso di dimora/domicilio sembrano esserci dei genitori (stranieri) di bambini svizzeri. Sembra peraltro che le revoche (e successive espulsioni) siano perlopiù motivate da ragioni economiche, ovvero dal fatto che il genitore straniero è al beneficio dello stato sociale".
Gli interroganti ricordano che il diritto del bambino a vivere con i propri genitori costituisce uno degli obiettivi sociali della Confederazione: "È evidente che questo diritto non può essere assoluto - p.es. quando un genitore è incarcerato, oppure se è mobilitato durante un conflitto armato - ed è altrettanto ovvio che vanno evitati possibili abusi, tuttavia privare un bambino svizzero di uno dei genitori perché quest'ultimo non ha più un lavoro è una decisione estremamente delicata che dovrebbe essere soggetta alle più severe condizioni".
Nell'ottica di meglio chiarire questa questione gli interroganti chiedono al Consiglio di Stato:
1. Dal 2010 ad oggi quanti permessi (B e C) sono stati revocati o non rinnovati per motivi economici (suddivisi per anno)?2. Nei casi di cui al punto 1 quanti minorenni di cittadinanza svizzera erano figli delle persone a cui è stato revocato o non rinnovato il permesso?3. Nei casi di cui al punto 2 chi si assume l’onere del mantenimento del coniuge e dei figli rimasti in Svizzera?4. Nei casi di cui al punto 1 da quanto tempo erano in Svizzera e per quanto tempo hanno esercitato un’attività lucrativa?
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