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Ticino
"A proposito delle madri licenziate abusivamente..."
"A proposito delle madri licenziate abusivamente..."
"A proposito delle madri licenziate abusivamente..."
Redazione
10 anni fa
Gioventù Socialista Ticino ha inoltrato al Consiglio di Stato un'interrogazione in merito

Una questione quanto mai attuale, visto e considerato che oggi si festeggiano proprio le mamme: di licenziamenti abusivi durante la gravidanza e il congedo maternità, infatti, tratta l'interrogazione che ha inoltrato al Consiglio di Stato Gioventù Socialista Ticino.

Il partito inquadra così la sua iniziativa: "A poco più di una settimana dalla bocciatura del congedo parentale da parte del Consiglio nazionale, la Svizzera si conferma una delle nazioni europee meno progressiste sul tema. Al momento viene attuata una politica familiare miope, che rilega la donna al ruolo stereotipato di unica governatrice della casa mettendola in difficoltà nel reinserimento lavorativo. Una politica altrettanto incapace di tutelare a dovere le lavoratrici e con misure di sostegno strutturali insufficienti. Come giovani politici, come figli, come cittadini, desideriamo scusarci con tutte le mamme per le difficoltà create dalla suddetta politica familiare indecente".

Nel comunicato di Gioventù Socialista Ticino è poi specificato: "In collaborazione con il Partito Socialista (portavoce la deputata Pelin Kandemir Bordoli) interroghiamo il Consiglio di Stato riguardo l’attuale situazione ticinese e alle possibili migliorie. Perché glielo dobbiamo: le mamme e i papà meritano di più".

Le 6 domande rivolte al Consiglio di Stato sono queste:

"1. Ha ricevuto delle segnalazioni attraverso i consultori/gli enti presenti sul territorio in merito a licenziamenti abusivi durante la gravidanza o durante il congedo maternità?

2. Vi sono dei dati che possono quantificare il fenomeno?

3. Quali sono le misure intraprese per prevenire e combattere i licenziamenti abusivi?

4. Quali sono le azioni e le misure intraprese a livello cantonale per favorire il reinserimento nel mondo del lavoro di chi si occupa per un periodo di educare i figli, generalmente le madri?

5. Vi sono delle statistiche sul rientro al lavoro dopo il congedo maternità e sulle principali problematiche con cui sono sono confrontate le madri al rientro al lavoro? 

6. Quali sono le misure intraprese fino ad oggi per favorire la conciliabilità lavoro e famiglia?".

AZIONE DI SENSIBILIZZAZIONE E LETTERA

Non solo interrogazione al Consiglio di Stato, ma anche un'azione di sensibilizzazione e una lettera sulla questione.

In merito all'iniziativa proposta oggi a Lugano - testimoniata dalle foto - nel comunicato di accompagnamento all'interrogazione Gioventù Socialista Ticino spiega: "Abbiamo distribuito - nel giorno della festa della mamma - rose con allegata la seguente lettera, che chiediamo ai media di pubblicare, in modo da far arrivare il messaggio a quante più mamme possibili".

La lettera è questa:

“Care mamme, auguri per la vostra festa!In questo giorno speciale cogliamo l’occasione per donarvi un fiore, in segno di riconoscimento per tutto quello che fate e per scusarci per le difficoltà che siete costrette a subire.Con le attuali leggi conciliare lavoro e famiglia è una vera e propria impresa! Finite le poche settimane di congedo tornare a lavorare può essere difficile. Le aziende chiedono flessibilità ma non la concedono. Il risultato è che se una mamma non riesce a far combaciare gli orari lavorativi con l’impegno genitoriale, che in una società sana dovrebbe essere prioritario, rischia di perdere il posto di lavoro. Per chi non ha una rete familiare che può aiutare nell’accudimento del figlio, gli asili nido privati hanno prezzi che per molti risultano inaccessibili. Anche qui, lo Stato è latitante. Ogni mamma deve avere il diritto di ritornare a lavorare e ogni papà il diritto di dedicarsi maggiormente alla cura dei/delle figli/e! Già, i papà. Proprio settimana scorsa la destra ha bocciato il congedo paternità. Continuando a scaricare tutta la responsabilità dell’accudimento dei figli nelle prime settimane di vita solo e soltanto alla madre. Negando al padre il diritto, e il dovere, di occuparsi della propria famiglia. È inaccettabile! È una vergogna che per troppe persone quello che dovrebbe essere il momento più felice della vita, rischia di trasformarsi in un periodo di difficoltà, di esclusione sociale e lavorativa.Siamo convinti che possa esistere una politica familiare migliore. Per questo in occasione della festa della mamma come Gioventù Socialista e Partito Socialista interroghiamo il Consiglio di Stato chiedendo e proponendo soluzioni ai problemi descritti sopra.Magari vi starete dicendo che non è la vostra situazione, purtroppo però non tutte le mamme hanno l'opportunità di godersi senza problemi la propria maternità. L'unica soluzione è la solidarietà!".

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