
La notte tra il 15 e il 16 giugno 2018 si è alzato dal divano dove stava guardando la tv, ha dato da mangiare al gatto, si è sbucciato una mela. Poi con il coltello da cucina è andato in camera e ha accoltellato tre volte la moglie. Poi si è autoinferto tre tagli all’addome.
È a processo oggi un 71enne di Sementina per il tentato omicidio della moglie, allora 54enne. Interrogato dal giudice Amos Pagnamenta, l’uomo ha ammesso i fatti, ma nega l’intenzione omicida. “Non volevo uccidere quella donna”, ha detto.
Sposati da quasi 30 anni i due avevano alcuni problemi finanziari, che dal racconto dell’uomo compromettevano anche il loro rapporto coniugale. “Avevo già pensato di lasciarla, ma poi temevo di avere problemi di soldi”, si legge da uno dei verbali di interrogatorio.
L’esposizione dei fatti in aula è piuttosto complicata dalla confusione dell’imputato, che nel corso dell’indagine ha motivato il suo gesto nei modi più disparati. Dal dubbi sulla fedeltà della donna, al suo modo di cucinare: “Faceva una cucina troppo salata”, ha detto.
L’uomo è affetto da alcune turbe psichiche, per questo è stata ordinata una perizia, che gli ha diagnosticato una turba della personalità di tipo schizoide-paranoide e una sindrome cognitiva lieve, e ne ha valutato la scemata imputabilità come medio-grave. I problemi mentali dell’uomo sono apparsi evidenti quando alla richiesta del giudice se intendesse sottoporsi a una terapia psichiatrica, lui ha risposto: “Sì, vorrei seguire una terapia omeopatica”.
Il procuratore pubblico Nicola Respini promuove le accuse di tentato omicidio intenzionale, subordinatamente lesioni semplici aggravate. Il 70enne, posatore di pavimenti, è tutelato dall’avvocato Marco Masoni.
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