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Ticino
A processo "Mister X"
A processo "Mister X"
A processo "Mister X"
Redazione
10 anni fa
Un 43enne torna in aula per rispondere dell'uccisione illegale di una lepre e di un Francolino di Monte

È stato definito dal suo legale, avvocato Brenno Canevascini, "l'uomo volante" o ancora "Mister X", come si legge sul Corriere del Ticino di oggi.

Lui, un 43enne cacciatore ticinese, è l'uomo che lo scorso 25 agosto era stato condannato dalla giudice Sonia Giamboni Tommasini a una pena sospesa per dei reati commessi durante l'attività venatoria.

In Pretura il cacciatore era stato riconosciuto colpevole di aver ucciso illegalmente due prede, un paio di anni fa nell'Alto Ticino, e di essersene poi liberato in fretta e furia una volta vistosi scoperto dai controllori.

Le prede in questione erano una lepre (quel giorno ne aveva già uccisa una per cui non avrebbe potuto cacciarne una seconda) e un Francolino di Monte, un piccolo uccello protetto in Svizzera.

Due guardiacaccia l'avevano però fermato poco dopo le uccisioni. Lui si era quindi dato alla fuga nei boschi per due ore, finché i controllori non erano riusciti a incontrarlo a valle. L'uomo si era però nel frattempo liberato delle sue prede.

Il 43enne afferma di non essere la persona fermata in montagna e si dichiara quindi innocente, parlando pure di accanimento nei confronti della sua famiglia.

Secondo l'accusa, promossa dal procuratore pubblico Arturo Garzoni, il cacciatore fermato in montagna è invece lo stesso fermato poi a valle.

Chi dei due ha ragione? I guardiacaccia sono sicuri della loro versione, ma la verità la sapremo solo tra dieci giorni, il 14 aprile, quando a Locarno si celebrerà il processo in appello, davanti alla corte presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will.

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