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Ticino
A processo a Bellinzona la mafia delle sigarette
Redazione
17 anni fa
Alla sbarra da oggi a Bellinzona i nove imputati accusati di contrabbando internazionale di sigarette tra Italia e Montenegro

Gli imputati avrebbero utilizzato il nostro Paese per riciclare oltre un miliardo di franchi, provento del contrabbando di almeno 215 milioni di stecche di sigarette fra il 1996 e il 2000. Il Ministero pubblico della Confederazione accusa i nove imputati di partecipazione, ed eventualmente sostegno, a un’organizzazione criminale e riciclaggio di denaro. I nove sono accusati d’aver contrabbandato sigarette acquistate senza aver pagato le tasse doganali, via Montenegro, a destinazione Italia. Il trasporto, da depositi situati nel paese balcanico, e la vendita sarebbero stati in mano alla camorra napoletana e alla Sacra corona unita, la mafia pugliese. Il denaro incassato sarebbe stato portato in Svizzera tramite corriere, dove sarebbe stato in gran parte reintrodotto ne circuito finanziario legale, attraverso l’ufficio di cambio di uno degli accusati, e riutilizzato conformemente al desiderio dell’acquirente per l’acquisto di sigarette provenienti da depositi non soggetti a tasse doganali. Le udienze, che si protrarranno fino a giugno, si terranno nel Palazzo delle Orsoline, nella sala dove siede abitualmente il Gran Consiglio. Due prime udienze sono in programma oggi e domani. Poi si proseguirà dal 4 maggio al 19 giugno, con altre interruzioni. La data in cui sarà letta la sentenza è ancora da stabilire. Gli imputati sono: Alfredo (Fredy) Bossert di Balerna, Paolo Savino di Vico Morcote, Franco Della Torre di Brusino Arisizio, Luis Angel Garcia Canciodi Délémont, Jürg Hermann Graf di Rebstein (defunto), Roland Rebetez di Rossemaison, Nelly Scheurer di Develier, Michele Varano di Grandria, Patrick Monnier di St-Sulpice e Pietro Virgilio di Montagnola.

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