Cerca e trova immobili
Ticino
A Paradiso non cessano le tensioni tra Unia e Municipio
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
Il Municipio di Paradiso è colpevole, secondo il sindacato, di "non aver riconosciuto il carovita ai propri dipendenti", quindi aver "violato il regolamento comunale”, dice Unia. L’Esecutivo non ci sta e replica: “Abbiamo applicato il metodo cantonale”. Sulla vertenza si esprimerà il Consiglio di Stato.

"Abbiamo constatato che dal 2018, quando ha ripreso a crescere l'inflazione, il Municipio di Paradiso non ha adeguato i salari di 200 lavoratori, negando loro un diritto fondamentale sancito nella legge comunale". A spiegarlo a Ticinonews è Matteo Poretti, sindacalista di Unia. Opposta è invece la posizione del sindaco Ettore Vismara: "Abbiamo un regolamento e lo applichiamo da vent'anni sulla base di quello che noi riteniamo un'interpretazione corretta. Abbiamo inoltre fatto una modifica e ci siamo adeguati con quello che fa il Cantone. Quando non c'è una certa soglia non paghiamo i rincari". Le tensioni tra l'esecutivo e il sindacato, ricordiamo, hanno però preso il via nel 2021, quando alcuni dipendenti del comune di Paradiso segnalavano ad Unia un peggioramento delle condizioni di lavoro e continue pressioni da parte del Municipio. Proprio in quell'anno il sindacato organizzò uno sciopero per portare l'attenzione sulle problematiche salariali. Oggi il nuovo capitolo della vertenza con il sindacato tornato all’attacco per denunciare il mancato riconoscimento del carovita ai propri dipendenti in barba al regolamento comunale. 

"Infranta la Costituzione"

Per Poretti quanto fatto dal Municipio "infrange la costituzione perché per poter ricorrere al Consiglio di Stato deve essere emessa una decisione formale con i riferimenti giuridici del caso. L'esecutivo, nonostante il nostro avvocato lo abbia sollecitato almeno due volte a farlo, non l'ha ancora fatto". Da qui la decisione la decisione di ricorrere al governo contro il diniego di giustizia per potersi così opporre e denunciare un agire definito "illegale" dal sindacato. "Hanno buon tempo e soldi da spendere", risponde Vismara. "Noi abbiamo preso posizione e su questa il loro legale poteva ricorrere, come ha fatto. La questione è ora pendente presso il Consiglio di Stato, aspettiamo la sua decisione e non facciamo unitili scenate che fanno perdere tempo".

"Unia è un sindacato arrogante e prepotente"

Le due parti non sembrano voler cedere e la tensione resta alta. Il tutto, come detto, risale al 2021 quando fu anche organizzato uno sciopero che costò a Unia tre decreti d'accusa per coazione. "Sarà molto divertente seguire le varie fasi del processo", spiega il sindacalista Vincenzo Cicero. "Abbiamo ricevuto un decreto d'accusa con una velocità impressionante per quelli che sono i tempi della giustizia, soprattutto quando si parla di abusi nei confronti dei lavoratori". Per Vismara però "Unia è un sindacato arrogante e prepotente. Per questo ha ricevuto tre decreti d'accusa per lo sciopero indetto due anni fa".