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A Palazzo è scoppiato il “mal di radar”
A Palazzo è scoppiato il “mal di radar”
A Palazzo è scoppiato il “mal di radar”
Redazione
10 anni fa
La mozione firmata da Fiorenzo Dadò e Marco Chiesa sta creando qualche problema in Commissione della gestione

Levare la competenza ai comuni per i radar mobili? La polemica è servita.

La mozione firmata da Fiorenzo Dadò e Marco Chiesa, quella che chiede che i controlli radar abbiano uno scopo preventivo e non siano pensati per far cassetta, sta creando qualche problema in Commissione della gestione. Il rapporto doveva esser pronto da un paio di settimane, ma ancora non c'è una versione definitiva. Se per i corridoi di Palazzo delle Orsoline provate a chiedere come mai, vi viene risposto che ancora manca qualche affinamento.

Sulla teoria, beninteso, sono tutti d'accordo: prevenzione e non cassetta. Splendido. I problemi arrivano quando la teoria deve essere messa in pratica.

Fiorenzo Dadò è stato chiaro: la competenza per decidere dove e quando piazzare un radar dovrebbe essere cantonale. O perlomeno occorre trovare un compromesso accettabile. Altrimenti il capogruppo pipidino potrebbe ritirare la sua mozione.

La soluzione non sarà certo facile da trovare, perché i radar mobili ai comuni portano un bel po' di franchi. E con i tempi che corrono, agli enti locali non farà piacere perdere questo introito.

Il secondo punto da "mal di pancia" invece già figura nel rapporto provvisorio del leghista Fabio Badasci. Almeno per il momento. Segnalare i radar mobili, come accade per quelli fissi. Peccato che qui altri son pronti ad alzare le barricate. Perché rendere attenti gli automobilisti ne vanifica completamente l'effetto preventivo, sostengono. 

Così non resta che attendere. Magari entro 7 giorni i partiti troveranno la quadratura del cerchio. Forse qualche proposta verrà levata dal tavolo. I radar, croce e delizia della politica. Dove sulla teoria sono tutti d'accordo. Sulla pratica un filino di meno.

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