
È stata inaugurata oggi alla presenza di una trentina di ospiti tra autorità comunali, architetti, addetti ai lavori e clienti e a conclusione dei lavori avviati a fine 2017 la nuova filiale della Posta di Minusio. Per il Ticino si è trattato di una prima a livello cantonale in quanto quella di Minusio è la prima sede che la Posta realizza nel nostro cantone secondo un concetto "completamente innovativo".
La nuova filiale è infatti completamente priva di barriere, con la possibilità per i clienti di potersi interfacciare direttamente con gli operatori. I tradizionali sportelli sono stati integrati da una zona d'informazione e consulenza aperta. Un occhio di riguardo è stato riservato al mondo digitale, con gli operatori che potranno mostrare ai clienti come poter svolgere le operazioni correnti in modo efficiente.
Prima della consegna simbolica delle chiavi al responsabile della filiale Aaron Pelloni, il responsabile della Regione Ticoino e Moesano Pietro Cattaneo ha sottolineato che le filiali resteranno al centro dell'offerta postale anche in Svizzera italiana". Gli ha fatto eco anche il responsabile del Management della rete a livello svizzero Ueli Lüdi, che ha evidenziato come quella di Minusio sia la terza filiale realizzata secondo questa forma dopo Interlaken e Landquart.
Dopo Berna e i Grigioni è stato il turno del Ticino, che prossimamente vedrà ristrutturate secondo questo nuovo concetto anche le filiali di Biasca e Cugnasco.
Immancabilmente c'è pure stato spazio per esprimere i timori sulla chiusura di molti uffici postale in Ticino decisa dai vertici del Gigante Giallo. A fare da portavoce è stato il sindaco Felice Dafond che, ringraziando i vertici della Posa, non ha risparmiato una stoccata: "Non chiudetecela nel 2020 però - ha chiosato - Il Comune non starà a guardare".
Interpellato da Ticinonews, Cattaneo ha rassicurato Dafond e i cittadini spiegando che "la Posta non inaugura una struttura simile per poi chiuderla tra due anni".
Ovviamente, in base alla pianificazione 2017-2020 della rete ticinese presentata nel giugno scorso, "la Posta dovrà fare le sue valutazioni" sul futuro delle 45 filiali attualmente oggetto di verifica.
"Sagliato parlare di chiusura"
"È sbagliato parlare di chiusura - ha voluto puntualizzare il responsabile della comunicazione Marco Scossa - È una trasformazione, come quella che prossimamente avverrà a Muralto: la Posta decide di appoggiarsi a un privato che gestirà una filiale in partenariato".
"Ci appoggiamo a un servizio commerciale esistente con le dovute garanzie. Alcuni clienti inizialmente erano perplessi ma alla lunga sono emersi i vantaggi, come ad esempio l'orario continuato che GarbaniPhoto garantirà a Muralto. Per molti partner come ad esempio i piccoli negozi di paese questa collaborazione rappresenta spesso la salvezza della propria attività".
"Dal 200 ad oggi in Svizzera ci sono più di 900 filiali in partenariato e non è mai successo che abbiamo dovuto rescindere un contratto per mancato rispetto delle clausole di confidenzialità, a riprova della serietà dei nostri collaboratori"
Infine, per quel che riguarda il timore di eventuali licenziamenti, Scissa ha precisato che appoggiandosi a pensionamenti, trasferimenti e partenze volontarie "la Posta è riuscita a evitare di rinunciare a dei collaboratori".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

