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Ticino
"A Milano a mangiare e bere. Chi paga?"
Redazione
12 anni fa
La Lega contesta la trasferta milanese di Pedrazzini e Bertoli. "Se i ticinesi rifiuteranno il credito per Expo 2015, chi risarcirà quanto già speso senza autorizzazione?"

Mercoledì è stato inaugurato a Milano, alla presenza del sindaco Giuliano Pisapia, "Il giro del gusto", un'esposizione itinerante che si promette di far cambiare idea sui cliché che riguardano la Svizzera, passando attraverso la gastronomia.

L'accoglienza italiana all'iniziativa svizzera è stata entusiasta. Tutti i media hanno riferito dell'evento, esprimendo soddisfazione per questa prima opera tangibile dell'esposizione universale.

In Ticino, invece, non tutti hanno gradito l'evento. O meglio, la Lega dei Ticinesi non ha gradito che allo stesso abbiano partecipato anche il delegato ticinese Luigi Pedrazzini ed il consigliere di Stato Manuele Bertoli.

"E se poi dovesse passare il referendum contro il credito ad Expo 2015, chi risarcirà queste spese?" chiede la Lega, con un'interrogazione parlamentare firmata dal coordinatore Attilio Bignasca.

La Lega critica il fatto che il Consiglio di Stato continui ad assumere impegni per l'esposizione, malgrado il credito sia ancora in dubbio.

Questo dimostra, secondo la Lega, "che il credito spropositato approvato dalla maggioranza del Gran Consiglio e attualmente sottoposto a referendum servirebbe, in buona misura, a finanziare passeggiate enogastronomiche dei vari delegati e politici a spese del contribuente e non per attuare progetti concreti a vantaggio del territorio ticinese; ma soprattutto che il governo autorizza spese senza disporre del credito necessario e senza tener conto della volontà popolare: se il referendum in corso riuscirà, dalle urne potrebbe uscire una bocciatura al credito per expo 2015."

"Già prima del voto parlamentare sul credito per la partecipazione ad expo2015 l’Esecutivo – ed in particolare la Cancelleria - ha travalicato le proprie competenze procedendo ad assunzioni di personale e a spese, senza che il credito necessario fosse stato autorizzato" prosegue la Lega. "Adesso si comporta come se l’approvazione da parte della maggioranza del Gran Consiglio fosse definitiva ed i diritti democratici non esistessero."

"Non possiamo accettare simili comportamenti lesivi dei diritti popolari" scrive la Lega nella sua interrogazione, con la quale chiede al Governo: "Quanto è finora stato speso per expo 2015, a che voce e per decisione di chi (si chiede di indicare chi ha avallato ogni spesa)? Quanto è stato finora speso per impegni istituzionali, e quanto per impegni promozionali? Quanto è stato speso dopo la pubblicazione del referendum sul Foglio ufficiale e per ordine di chi? Il CdS intende recidivare in altre spese in mancanza della crescita in giudicato della decisione parlamentare? Se sì, a quali e per quale ammontare? Nel caso in cui i votanti ticinesi dovessero rifiutare il credito per expo 2015 in votazione popolare, chi risarcirà quanto già speso senza autorizzazione? Dall’annuncio del referendum ad oggi, quanti progetti sono stati annullati o ridimensionati, e per quale ammontare, confermando così la validità del rapporto di minoranza della Lega dei Ticinesi?"

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