
Da più di trent’anni non veniva esposta e ora, finalmente, è giunto il momento del grande ritorno. Stiamo parlando dell’ancona dell’Addolorata, ornamento datato 1794 che, risplendente per il nuovo restauro, viene nuovamente montata nella Chiesa di San Giovanni. “In questo anno particolare riusciamo a completare quello che è il nostro patrimonio storico e artistico, così identitario per la città di Mendrisio”, commenta il municipale Paolo Danielli ai microfoni di Ticinonews. “Sto parlando dei trasparenti. Mancava questo tassello dell’ancona, che viene esposta proprio nell’anno in cui sfileranno le processioni con il marchio Unesco”.
Un percorso non semplice
Il restauro dell’ancona dell’Addolorata, curato da Jacopo Gilardi, ha richiesto tre anni di lavoro e non è stato un percorso privo di ostacoli. “Purtroppo questo grandissimo oggetto è stato realizzato probabilmente in tempi diversi, anche se molto ravvicinati tra di loro, utilizzando dei materiali leggermente differenti e, soprattutto, ha subito tanti interventi di restauro, i quali hanno coinvolto principalmente le parti più basse, quelle più a rischio di danno”, spiega Gilardi. “Questo a noi ha creato diversi problemi perché dopo aver fatto tante prove, prima dell’inizio dei lavori, quando siamo partiti ci siamo resi conto che queste metodologie che avevamo adottato non funzionavano dappertutto”. Per tre volte “abbiamo quindi dovuto ripensare tutto e rifare i test e le prove, per riuscire, di volta in volta, ad adattarci alle situazioni che trovavamo”.
“Una tradizione ancorata a Mendrisio”
Il frutto di questo cammino tribolato ora è in bella mostra alla chiesa di San Giovanni, fino alla fine del periodo pasquale. Un’occasione per ammirare un oggetto artistico unico in Ticino. “Ha un valore culturale enorme, perché è una tradizione ancorata proprio a Mendrisio e dintorni, legata alle processioni storiche”, afferma Simonetta Biaggio Simona, a capo dell’ufficio dei beni culturali. “La Madonna addolorata veniva e viene esposta durante la settimana santa ed è legata alle processioni storiche che sono patrimonio dell’umanità Unesco. Travalica quindi l’aspetto artistico e storico”.
E proprio la Fondazione delle processioni storiche di Mendrisio ha finanziato il restauro di questo ulteriore tassello di una tradizione secolare. “Per noi è un evento importantissimo. Dopo il riconoscimento del label Unesco questa è la classica ciliegina sulla torta: rivedere montata l’ancona del Bagutti del 1794 in questa chiesa, già di suo splendida, praticamente è il massimo”, il commento del presidente della Fondazione Gabriele Ponti.
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