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Ticino
A Melano si protesta contro la terza corsia
Redazione
6 anni fa
Il progetto per il potenziamento dell’A2 tra Mendrisio e Lugano contestato da un gruppo di cittadini, con l’appoggio delle autorità comunali: “Non risolve il problema del traffico”

No alla creazione di un semisvincolo a Melano. Lo hanno ribadito forte e chiaro oggi un gruppo di cittadini di fronte al Municipio, dove si è tenuto l’ottavo incontro della Commissione d’accompagnamento politico (che riunisce USTRA, Cantone, i comuni toccati e le commissioni regionali dei trasporti) sul progetto PoLuMe, che prevede l’adeguamento della A2 tra Lugano e Mendrisio per poter attivare una terza corsia dinamica. Progetto che, a dipendenza della variante che verrà scelta, prevede altri interventi, tra cui lo spostamento dell’attuale semi-svincolo di Bissone a Melano. Secondo i cittadini che hanno protestato in piazza, la terza corsia non risolverà i problemi del traffico, lasciando invariata, se non peggiorata, la situazione relativa all’inquinamento e di deturpazione del paesaggio. L’opposizione al progetto è sostenuto anche dai consiglieri comunali e municipali di Melano, che hanno lanciato un appello al Gran Consiglio affinché promuova e sostenga una realizzazione coordinata di progetti autostradali a Sud di Lugano. Ai microfoni di Teleticino la consigliera comunale Sofia Mangili ha spiegato i principali motivi di questa opposizione.

Da sei a due varianti
Di principio le varianti di progetto erano sei, alcune delle quali anche ardite, che prevedevano persino la costruzione di un nuovo ponte fra Melide e Bissone. Oggi sul tavolo della commissione d’accompagnamento politico al potenziamento della A2 fra Mendrisio e Lugano restano due possibili scenari, accomunati dal principio della corsia dinamica. Questa prevede che nelle ore di punta la corsia d’emergenza diventi transitabile come una terza corsia. Al momento questa soluzione non è percorribile a causa delle gallerie del San Nicolao e del San Salvatore, che in assenza di una corsia d’emergenza creerebbero pericolosi imbuti.

Secondo l’Ufficio federale delle strade occorrono degli interventi importanti prima d’introdurre la corsia dinamica fra Lugano e Mendrisio. Nei tratti scoperti basterebbe allargare le corsie riducendo gli spartitraffico. Per le gallerie invece bisogna necessariamente scavare, ma fino a che punto? È qui che si arriva alle due soluzioni proposte e discusse da tempo dai comuni toccati dalla tratta, dal Cantone, da USTRA e dalle Commissioni regionali dei trasporti. La prima variante, che piace soprattutto agli Uffici federali per i minori costi di realizzazione, prevede di allargare le due canne della galleria del San Nicolao in modo da ottenere tre corsie per ciascun senso di marcia. L’altra, evidentemente più cara, ma meno impattante sui comuni lacustri, è di bucare la montagna per costruire un nuovo tunnel a tre corsie. Con questa soluzione si prevede di spostare la strada cantonale in una delle gallerie esistenti, ricucendo in questo modo il paese di Bissone.

Entrambe le varianti prevedono lo spostamento del semi svincolo da Bissone a Melano, nella zona in cui oggi la strada cantonale passa sotto l’autostrada. Come misura di compensazione, l’USTRA prevede la riqualifica delle sponde lacustri, realizzando con materiale inerte un percorso sul Ceresio da Capolago a Bissone. Sono queste le soluzioni sul tavolo per un progetto che sulla carta dovrebbe essere inaugurato nel 2040.

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