
Ha aperto i battenti negli scorsi giorni il Ristorante Parco Maggia a Maggia, un "ristorante sociale" che segue un modello di impresa che vuole coniugare attività commerciale ed equità sociale. Il progetto prevede l'impiego di 8-10 persone beneficiarie di un aiuto sociale, accompagnati da un operatore socio-professionale, da un gerente/cuoco e da una responsabile del servizio. Lo scopo, ha spiegato il presidente del Consiglio della Fondazione Pedroncini Alberto Agustoni a Teleticino, è quello di “sostenere persone che vivono un disagio e reinserirle nel mondo del lavoro”. In Vallemaggia a oggi sono una sessantina le persone al beneficio di prestazioni assistenziali e il Ristorante Parco Maggia vuole tendere loro una mano.
Una sfida, in una zona periferica, vissuta con grande entusiasmo. Si permetterà alle persone escluse dal mercato del lavoro di rimettersi in gioco in un contesto solidale, comprensivo, dove lavorando si possa star bene, con percorsi di sostegno mirati alle esigenze e alle capacità dei singoli. Un bell’esempio in un Cantone in cui i numeri dell’assistenza sono in continua ascesa.
"È chiaro che non è facile far partire, in un luogo come Maggia, un'attività di questo tipo" racconta Enrico Matasci, segretario della Fondazione Pedroncini. "Non tanto per le entrate ma perchè noi dobbiamo far lavorare delle persone che in un momento transitorio della loro vita si trovano in una situazione delicata. Tendenzialmente persone in assistenza o persone in AI. Noi se riusciamo a uscire in pari tra entrate e uscite siamo contenti."
Ma perchè i clienti dovrebbe scegliere il Ristorante Parco Maggia? "Dovrebbe venire perchè è un ambiente caloroso, con del buon cibo del territorio. E perchè possono aiutarci a raggiungere il nostro obiettivo che è aiutare le persone, reinserirle socialmente e magari fargli riprendere fiducia nella vita."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

