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Il caso
A Lugano, via Bignasca continua a dividere politica e cittadini
© CdT / Chiara Zocchetti
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Redazione
2 ore fa
Contro la decisione del Municipio di intitolare una strada al fondatore della Lega dei Ticinesi un gruppo di cittadini capitanato dall'avvocato Paolo Bernasconi ha fatto sapere di volersi appellare al Consiglio di Stato. Lorenzo Quadri (Lega): «L'esecutivo cantonale non ha alcuna voce in capitolo». Rocco Bianchi (PS): «Il Consiglio comunale dovrebbe poter decidere su determinate questioni visto che è la vera voce del popolo».

A Lugano continua a far discutere la decisione di intitolare una via cittadina al fondatore della Lega dei Ticinesi Giuliano Bignasca. Il Municipio ha infatti deciso di accogliere le richieste del movimento di via Monte Boglia nonostante il preavviso negativo della Commissione stradario. L'esecutivo ha così stabilito che il primo tratto di via Pietro Capelli cambierà nome. Contro questa decisione, però, un gruppo di cittadini capitanato dall'avvocato Paolo Bernasconi ha già fatto sapere di volersi appellare al Consiglio di Stato.

A chi spetta decidere?

«Sì possono fare tutti i ricorsi che si vogliono, ma né il Consiglio di Stato né il Consiglio comunale hanno voce in capitolo sulla questione e quindi le possibilità di successo sono alquanto limitate», spiega il municipale leghista Lorenzo Quadri, intervenuto nel Tg di Ticinonews. «È infatti bene precisare che è facoltà del Municipio intitolare le vie a personaggi di propria scelta». Per il Consigliere comunale del PS Rocco Bianchi è però sbagliato che il Consiglio comunale non abbia alcuna influenza sulla decisione. «Non sarebbe male se si potesse cambiare prassi e far decidere il Legislativo su determinate questioni: ricordo infatti che esso è la voce del popolo in quanto al suo interno sono rappresentati anche i piccoli partiti, che in Municipio non hanno voce».

Una figura controversa

A porre problemi per Bianchi è anche ciò che la figura di Giuliano Bignasca evoca nella mente di alcuni cittadini. «Quando passeggio per le strade e alzo gli occhi a una targa, dovrei farmi ispirare dalla persona che vi è iscritta. Ora, non credo che ciò possa essere il caso per quanto riguarda Bignasca considerando la vita che ha condotto. E questa è un'opinione condivisa da moltissimi altri cittadini». Quadri, dal canto suo, tiene però a sottolineare che «uno stradario non è un elenco di santi e un'iscrizione al suo interno non comporta un'adesione corale alle posizioni della persona a cui si intende intestare una via». Quadri puntualizza inoltre che va comunque riconosciuta «l'importanza che il Nano ha avuto, dal punto di vista politico, per la città di Lugano e per il Ticino tutto».