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Società
A Lugano un nuovo spazio per aiutare i giovani. «Ci sono ragazzi che vivono tanta solitudine»
Robert Krcmar
5 ore fa
Giovani che affrontano la solitudine, che cercano consigli o che vogliono lanciare progetti. È a queste situazioni che rispondono gli operatori del Servizio prossimità di Lugano, che da domani aprono un nuovo spazio dedicato

Sostegno, orientamento, ascolto. È questo che offrono da anni le operatrici del Servizio di prossimità ai giovani della città di Lugano. L'offerta, notizia di oggi, sarà ampliata: a partire da domani, verrà aperto un nuovo sportello dedicato all’ascolto dei giovani, lo Sportello prossimità. Un luogo fisico, gratuito e accessibile (martedì e giovedì pomeriggio) al piano terra di Villa Carmine. «È uno spazio complementare ai servizi che già offrivamo: mentre alcuni giovani preferiscono trovarsi in piazza o in luoghi d'incontro, per altri giovani funziona meglio avere un ufficio in cui presentarsi e avere qualcuno che sappia rispondere a domande e richieste», spiega a Ticinonews Sera la responsabile politiche giovanili della città, Stefanie Monastero.

18 anni in cui è cambiato molto

Il nuovo spazio d’ascolto è accompagnato anche da una nuova veste grafica che rende uniforme e più chiara l’identità del Servizio prossimità, che compie quest’anno 18 anni di lavoro a contatto con i giovani. Anni in cui è cambiato parecchio, conferma Monastero: «Sono cambiate le richieste che ci fanno i giovani, sono cambiate le modalità di comunicare, tra di loro e anche con noi. Se ripenso agli inizi, al 2008, ci sembrava una grande novità comunicare con i ragazzi tramite Facebook, adesso è usato quasi solo dai più grandi». Ma che tipo di richieste vanno per la maggiore? «I ragazzi spesso si rivolgono a noi con richieste legate al mondo della formazione, del lavoro. Altri ambiti tematizzati sono quelli della famiglia, degli amici e dell'occupazione del tempo». 

Tante idee, ma c'è anche solitudine

Operatrici e operatori devono quindi essere flessibili, e adattarsi ai cambiamenti che avvengono con il tempo. Giulia Chastonay è operatrice di prossimità da 9 anni: «Offriamo ascolto, supporto, svolgiamo accompagnamenti individuali per chi sta vivendo momenti di difficoltà, ma siamo anche presenti sul territorio, nei luoghi di aggregazione giovanile», ci racconta, ribadendo che il supporto ai giovani è di 360°, da piccole richieste che possono riguardare il lavoro (come rifare il curriculum), a richieste magari più personali e individuali. Vi sono, come detto, giovani che hanno voglia di fare e hanno dei progetti (che non sanno come sviluppare), ma anche ragazzi più in difficoltà. «Quello che noi vediamo spesso è che ci sono ragazzi che vivono tanta solitudine. Che magari sono circondati da tante persone, ma i legami veri, forti, sani sono pochi e fragili. Mancano quindi persone di fiducia o di riferimento e magari questi giovani devono affrontare situazioni difficili da soli. Il nostro compito è quello di ascoltarli e accompagnarli».