
La rapida comparsa di un vasto numero di piste cicliabili a Lugano, a discapito di molti parcheggi, fa discutere, e in particolare ha spinto all’interpellanza un gruppo interpartitico composto da Tiziano Galeazzi (UDC, primo firmatario), Raide Bassi (UDC), Alain Bühler (UDC), Peter Rossi (PLR), Paolo Toscanelli (PLR), Mario Antonini (PLR), Angelo Petralli (PPD+GG) e Andrea Censi (Lega), che hanno interrogato il municipio in merito alla sparizione di molti parcheggi come previsto dal piano comunale del 2016. “Sebbene la volontà d'applicare questo progetto fosse in sintonia con Confederazione e Cantone, non possono però mancare alcune sacrosante lamentele da parte della cittadinanza. Di sicuro (...) un avviso ai residenti delle vie toccate dalla nuova pianificazione, avrebbe fatto piacere” . Secondo i firmatari, di conseguenza dal giorno alla notte diversi esercizi si sono visti azzerare i parcheggi nelle loro vicinanze, “con la conseguenza di perdere una buona fetta di clientela”.
“Si vuole imporre ai cittadini di sbarazzarsi dell’automobile”
Nell’interpellanza si specifica di non voler discutere i principi ecologici sulla mobilità, ma si critica la velocità della transizione, e i mancati avvisi alla popolazione, che “necessita in ogni modo di abituarsi al cambiamento e organizzarsi di conseguenza”. Questi cambiamenti, si legge, “non si possono realizzare cosi su due piedi dal giorno alla notte, con un colpo di pittura gialla per segnalare le piste ciclabili e cancellare cosi definitivamente i parcheggi blu e bianchi”. Per i firmatari con questo si vuole obbligare il cittadino-residente “a sbarazzarsi della propria automobile”, con un imposizione però “che sicuramente non trova l’unanimità della popolazione. Se cosi fosse, a Lugano non esisterebbero più mezzi a motore, ma non è cosi, abbiamo ancora passaggi con migliaia di veicoli giornalieri tra i due assi principali a Sud e a Nord-Nord Ovest”.
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