
Sul lungolago di Lugano mancano 26 ippocastani. Un “buco” che sul Ceresio ha fatto sbocciare nuovamente la polemica sulla gestione del verde urbano. La discussione è accesa sia sulle strade, dove è apparso un cartello indirizzato alla politica con la scritta “siete voi da sostituire”, sia sui social network dove alcuni, mostrando fotografie e video, sostengono che gli alberi “non fossero tutti in cattivo stato”. Pronta la risposta del Municipio: “tutto era programmato, gli alberi erano malati e la loro rimozione rientra nella sesta tappa di risanamento dell’alberatura del lungolago”, ha spiegato a Ticinonews Karin Valenzano Rossi, capodicastero sicurezza e spazi urbani, spiegando che “tra qualche mese spunteranno dei tigli”. Le critiche da parte della cittadinanza “fanno parte del gioco”, ma la municipale, per quanto riguarda eventuali polemiche politiche, è chiara: “sono interventi pianificati con crediti approvati, immagino che i consiglieri comunali sappiano cosa si stia facendo”.
Tra sicurezza e riutilizzo del legno
“Lugano”, ha detto la municipale, “non taglia volentieri le piante, ma se queste diventano un pericolo per la sicurezza dell’utenza bisogna intervenire. Inoltre, vogliamo che la Città possa avere piante sane e che durino nel tempo”. Abbattimento degli alberi che, per l’esecutivo luganese, rappresenta l’ultima ratio, ma il tutto con un occhio verso il riuso. “Penso ai faggi penduli alla stazione che sono stati riconvertiti in panchine e tavoli, mentre altre piante sono state spostate in altra sede. Questo avviene quando gli alberi sono sani e i costi per lo spostamento sono ragionevoli” ha aggiunto Valenzano Rossi.
Anno nuovo, nuovo lungolago
Per Pasqua 2023 i luganesi potranno riabbracciare il proprio “quai” rinnovato. “Verrà rifatta la pavimentazione del lungolago, che sarà visibile a tutti, mentre tutti i lavori infrastrutturali saranno sotterranei, quindi invisibili. A questi si aggiungono i nuovi alberi. I lavori sono previsti fino a marzo dell'anno prossimo”, ha concluso Valenzano Rossi.

