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Ticino
"A Lugano non serve un'escape room pubblica"
"A Lugano non serve un'escape room pubblica"
"A Lugano non serve un'escape room pubblica"
Redazione
7 anni fa
Il Municipio si oppone alla proposta di Albertini e rigetta anche, come la commissione edilizia, l'idea di una terrazza sul LAC

Il Municipio di Lugano risponde picche alla mozione di Giovanni Albertini, consigliere comunale indipendente, in cui si chiedeva al Comune di provvedere alla realizzazione di un'Escape Room assieme al team bLockaTi, già responsabile dell'Escape Room "La Torre Nera" di Castelgrande a Bellinzona. Secondo i municipali il problema principale è il fatto di non aver specificato nella proposta il concetto di valorizzazione del territorio e del patrimonio cittadino, a differenza di quanto avvenuto a Bellinzona. Tra le altre difficoltà, l'impossibilità di stimare i costi, la mancanza di chiarezza tra oneri pubblici e privati e i dubbi sull'effettivo interesse del pubblico. Il Municipio conferma così il parere della Commissione della Gestione, che già in aprile si era espressa negativamente sulla proposta.

Il Comune resta aperto alla sperimentazione

L'esecutivo comunale dichiara però di riservarsi la possibilità di riconsiderare la proposta se venisse riformulata in modo da garantire la valorizzazione del territorio e del patrimonio storico e se bLockaTi, il team responsabile dell'Escape Room di Bellinzona, accettasse una delle seguenti proposte: assumersi integralmente i costi di realizzazione, ma senza spese d'affitto, o se accettasse di versare al Comune una pigione mensile e sostenere parte dei costi del materiale. In quel caso si potrebbe accettare un'apertura di prova per un anno, eventualmente prorogabile, come avvenuto per l'Escape Room di Castelgrande.

No alla terrazza del LAC

Sempre oggi l'esecutivo ha confermato anche il parere della Commissione edilizia dando parere contrario a un'altra mozione di Albertini, quella riguardante l'ipotetica terrazza da costruire sul LAC. Il Municipio spiega che si tratta di una proposta impossibile da realizzare in quanto violerebbe il disegno dell'architetto Gianola, che detiene il diritto d'autore e aveva scartato l'idea di un tetto abitabile per via dell'impatto fonico. Tra gli altri aspetti negativi anche i costi e le difficoltà realizzative.

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