
“A Locarno si vive quasi come ai tempi della guerra. Qui esiste un vero e proprio coprifuoco che deve essere considerato come anticostituzionale in un paese di diritto come la Confederazione Svizzera”.
A scriverci è un cittadino indignato, che si è visto negare l’autorizzazione di prolungare oltre la una di notte una festa danzante privata per la sera di Capodanno. L’uomo chiedeva in particolare di organizzare una festa tra amici - amanti del ballo liscio, latino e dance - presso uno stabile in via Varenna, senza dover allestire una buvette con cibo o alcol.
Ma la polizia ha concesso la riproduzione musicale solo fino alle ore 23. “A partire da quest’orario la musica dovrà essere udibile quale sottofondo” si legge nella risposta. Vien comunque fatta un’eccezione per “un’unica riproduzione sonora” del valzer viennese, come proposto dal cittadino, a mezzanotte. Questo per il "passaggio al nuovo anno”.
La festa, inoltre, dovrà terminare all’una, in considerazione che “lo stabile è situato in un quartiere densamente abitato, con poche possibilità di parcheggio nelle immediate vicinanze, per il quale l'afflusso e il deflusso di persone dal luogo può creare per sua natura disturbo alla quiete notturna”.
Condizioni di fronte alle quali il cittadino ha deciso di rinunciare di organizzare la manifestazione: "Credo sia sbagliato che Locarno sia diventata un luogo dove vige ovunque il divieto di vivere e di "respirare" neppure per una festa importante come capodanno" conclude nello scritto. "Se questo fosse veramente un paese di diritto, le autorità abbiano il dovere di concedere ai suoi cittadini il permesso di vivere bene, e di esprimere la propria libertà anche attraverso una festa tra amici e soprattutto in serate definite dalla legge "notte libera".
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