
Il Municipio di Locarno ha respinto la richiesta del consigliere comunale Aron D'Errico (Lega) di "azzerare il contributo finanziario della Città per il rinfresco del Festival del film del 2017 e dirottare la somma nel campo della socialità per aiutare i locarnesi in difficoltà economica."
In un'interrogazione presentata a inizio maggio, D'Errico sosteneva che i 25'920 franchi spesi l'anno scorso dalla Città per l'aperitivo d'apertura della kermesse fossero una "cifra inaccettabile" e chiedeva quindi di porre fine a "questo spreco di denaro pubblico" (vedi articolo suggerito).
Ma il Municipio, nella sua risposta riportata oggi dal Corriere del Ticino, afferma di ritenere "doveroso - quest'anno più che mai vista la celebrazione del 70esimo del Festival del film e l'inaugurazione del Palacinema - continuare con la tradizione di offrire i ricevimenti di apertura, del Gran Consiglio e degli Ambasciatori anche perché sono piattaforme interessanti per approfondire e creare contatti tra l'Esecutivo e le personalità che vi partecipano."
Il Municipio ricorda che il ricevimento "costituisce il principale evento ufficiale della rassegna" e che solitamente gli invitati sono circa tremila. Nel 2016 vi hanno partecipato 1'500 persone e il costo è stato dunque di 17,30 franchi pro capite.
Fino al 2015, spiega ancora il Municipio, il ricevimento veniva preparato dalla cucina dell'istituto San Carlo, con il servizio dei custodi dei Servizi culturali e l'aiuto di diverso personale del Festival. Ma l'inasprimento delle norme igieniche e la mancanza di personale interno ha imposto di affidare il compito a un ditta di catering, spendendo così circa 10'000 franchi in più rispetto al passato, quando i costi ammontavano a 16'000 franchi senza però tenere conto del lavoro della cucina, dei custodi e così via.
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