
La legge del contrappasso, si sa, non lascia scampo. E così “Apolide”, l’opera di Oppy De Bernardo, da colorata isola senza confini si è trasformata aihmé in uno spazio transennato. Un triste destino di cui sono responsabili numerosi buontemponi, chiamiamoli in questo modo, che nella migliore delle ipotesi hanno trafugato alcuni dei salvagenti presenti in Piazza Grande. Nella peggiore hanno letteralmente decapitato gli ignari fenicotteri rosa.
I video delle bravate si moltiplicano: “Ho iniziato a filmare sperando che smettessero”, ha raccontato al Corriere del Ticino online l’autore del video pubblicato dal portale. Altri, decisamente più impuniti, le testimonianze delle proprio bravate le hanno pubblicati loro stessi sui social network. È comprensibilmente finita che critiche e complimenti, abbiano lasciato spazio ad una corale indignazione. Il bilancio, ci racconta l’autore, tra feriti e scomparsi è di oltre 300 salvagenti. Ma Oppy De Bernardo, nonostante un ovvio dispiacere pare aver preso la faccenda con una certa filosofia.
"Non farò nessuna denuncia perchè fortunatamente sono casi isolati. La maggior parte della gente ha ancora un senso civico. La delusione c'è, questi salvagenti dovevano essere usati poi da bambini. Quindi se continuano a romperli i bambini non potranno più gioire con questi pezzi dell'opera", ha dichiarato De Bernardo ai microfoni di TeleTicino.
Dispiaciuto ma non del tutto stupito è anche il Municipio che, su richiesta dell’artista ha fatto transennare l’opera. "Trovo che un'opera di questo tipo ha una sua integrità che andrebbe rispettata. Penso possa colpire e fare male il fatto che questo vandalismo sia un affronto all'integrità dell'opera come tale. Ci sono stati anche dei bambini che si sono divertiti, penso che non si dimenticheranno mai più nella loro vita questo evento, perchè è un evento straordinario. Il potere distruttivo di un bambino è molto minore rispetto a quello degli adulti", ha spiegato il municipale Niccolò Salvioni.
Volendo rispolverare la critica ambientale di alcuni contro quell’isola di plastica, chiosa De Bernardo, i salvagenti distrutti finiranno sì nei rifiuti. Fossero rimasti integri il loro destino sarebbe stato nelle mani dei bambini che a partire dall’11 aprile o si sta valutando anche prima, potranno portare a casa un pezzetto dell’opera. Un’opera che, se lo scopo dell’arte è quello di far discutere, ha decisamente colto nel segno.
Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45
CR
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