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Ticino
A Locarno cifre nere anche nel 2020
A Locarno cifre nere anche nel 2020
A Locarno cifre nere anche nel 2020
Redazione
7 anni fa
La città presenta un avanzo di esercizio di 29mila franchi. Tante le sfide all'orizzonte. Giovannacci: "Vogliamo attirare nuovi contribuenti"

Per il quindicesimo anno consecutivo Locarno stima una chiusura dei conti in attivo. Il Preventivo 2020 della città presenta infatti un avanzo di esercizio di 29'610 franchi. Raggiunto anche l’obiettivo di mantenere il moltiplicatore al 90%. Un esercizio più complesso rispetto agli scorsi anni visto che non si è potuto contare sulle sopravvenienze di imposte.

L’importo degli investimenti ammonta a 13,2 milioni e contempla diverse opere, tra cui la messa in sicurezza di Via Luini, il pacchetto di progetti legati al Programma di agglomerato del Locarnese (PALoc), l’ampliamento della Scuola dell’Infanzia ai Saleggi e l’Autosilo ai Monti.

Tre le sfide all’orizzonte, a cominciare dall’evoluzione della popolazione. "Negli ultimi anni anche la popolazione a Locarno non è aumentata  il gettito è rimasto stabile" sottolinea Davide Giovannacci, Capo Dicastero finanze, ai microfoni di TeleTicino. "È quindi nostro compito cercare di attirare nuovi contribuenti, magari grazie anche ad AlpTransit".

Tra le note dolenti, i rapporti con il Cantone. Dopo Ascona, anche Locarno picchia i pugni sul tavolo contro il contributo di risanamento delle finanze cantonali. Doveva essere transitorio – tuona l’Esecutivo - a siamo al sesto anno. E non si parla di noccioline, ma di milioni. "La pazienza ha un limite, io sono stufo e trovo vergognoso che nell'ambito del preventivo 2020 del Cantone non via sia una parola sull'iniziativa dei comuni" afferma il municipale Giuseppe Cotti, interpellato da TeleTicino. "Auspico che il Gran Consiglio, nell'ambito della discussione sul preventivo, faccia una sola cosa: cancelli questo contributo. Dopo saremo ben disposti a continuare a trattare su Ticino 2020".

Sono diversi i comuni del Locarnese che su questo tema fanno fronte unico, ma il detto "l’unione fa la forza" non vale sempre. Men che meno in questa regione, dove la parola aggregazione scatena una levata di scudi. Lo stesso sindaco che 4 anni fa era partito con grande ottimismo, oggi non nasconde una certa delusione. "Certe volte mi sono sentito un po' solo su questo tema" ammette Alain Scherrer. "Non vuole essere una critica nei confronti dei miei colleghi, ma penso che questo sia il futuro. Abbiamo comunque lavorato pensando a un'organizzazione in ottica di un comune più grande, come la riorganizzazione dei dicasteri e la strutturazione del comune".  

Tutti i dettagli nel Tg di TeleTicino delle 18.45

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