
"Nel mese di febbraio abbiamo interpellato i dipendenti dello stabile amministrativo 3 per capire se avessero richieste, problemi o lamentele sulle loro condizioni di lavoro. Più del 90% non ha avuto da ridire, mentre gli altri hanno espresso delle critiche su temperatura, impossibilità di aprire le finestre o sistema di illuminazione automatico."
È quanto spiega su La Regione di oggi il direttore della Sezione della Logistica Walter Bizzozero, in risposta alle accuse lanciate negli scorsi giorni da alcuni dipendenti del Cantone che lavorano nel nuovo stabile.
Dipendenti che parlavano di temperature invivibili, impianti di illuminazione da brividi e climatizzazione non funzionante, e le cui lamentele sono già state portate all'attenzione del Consiglio di Stato da un'interrogazione inoltrata dai deputati PPD Fiorenzo Dadò, Lorenzo Jelmini e Marco Passalia.
Ma Bizzozero, come detto, ridimensiona l'allarme lanciato da questi dipendenti, che si rivelano essere una piccola minoranza. Riguardo al presunto eccessivo calore nell'edificio, spiega che "secondo gli ultimi dati raccolti dalle sonda di rilevamento, la temperatura interna si aggira attorno ai 22,5-23,5 gradi." Mentre sull'impossibilità di aprire le finestre, precisa che la decisione di utilizzare finestre sigillate non è dettata dagli standard Minergie, bensì dalle norme sul rumore che non permettono l'apertura di finestre per locali abitabili su via Zorzi.
Per quanto riguarda l'altro stabile finito nell'occhio del ciclone in questi giorni, quello del nuovo comando della Polizia cantonale a Bellinzona, Bizzozero afferma che la Sezione della Logistica ha deciso di ordinare una perizia sull'impianto di ventilazione di alcuni laboratori. Il problema delle temperature eccessive è comunque già stato risolto, spiega Bizzozero, in quasi tutti gli spazi tranne che in un paio di uffici e in segreteria.
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