
Una riserva naturale nonché un’area protetta che si sviluppa tra l’argine del fiume Ticino e il canale principale della sponda sinistra: stiamo parlando della palude Vigna Lunga-Trebbione sul territorio di Gudo. Una palude di importanza nazionale per la quale, ieri mattina, è stato presentato un progetto di valorizzazione da parte della Fondazione del Parco del Piano di Magadino. Questa riserva naturale, si legge nel comunicato, rappresenta infatti quanto rimane di una vecchia lanca dell’affluente, mentre il restante perimetro è caratterizzato da parti destinate allo sfalcio o all’aratura. Al centro della riserva è inoltre presente un piccolo laghetto, mentre nella parte ovest è situata un’importante superficie recentemente recuperata quale biotopo. Il costo totale della valorizzazione è di 400 mila di franchi, finanziati da Cantone, Comuni, Confederazione e dalla Fondazione Blue Planet Virginia Börger X.X.
Gli interventi di valorizzazione
I lavori di valorizzazione – che hanno comportato diversi interventi puntuali – erano cominciati nell’autunno del 2022 e sono stati completati nelle scorse settimane con il collaudo da parte delle autorità cantonali. Per prima cosa sono stati ripristinati alcuni ambienti umidi tipici del piano di Magadino quali cariceti, prati acquitrinosi con alte erbe e canneti lacustri e terrestri. Si è poi lavorato anche sul ripristino di ambienti acquatici con vegetazione natante quali siti idonei alla riproduzione degli anfibi, e sono pure stati valorizzati i margini del bosco. Lavori a cui va aggiunta l’attuazione di un’efficace lotta alle neofite invasive tramite delle tecniche innovative, così come il recupero della naturalità del sito di cui beneficeranno gli anfibi (Raganella padana, Rana verde, Tritone crestato meridionale e i rettili, tra cui ad esempio la Natrice dal collare elvetica: tutte specie protette minacciate di estinzione). Altri interventi hanno invece comportato la bonifica di depositi abusivi di materiale agricolo presenti nell’area protetta e la rivitalizzazione delle formazioni forestali a ontano nero e frassino maggiore con una reidratazione delle superfici (recupero di lanche e abbassamenti del terreno), la riconversione dei robinieti, l’impianto di nuove siepi e l’inserimento di strutture di rifugio per la piccola fauna terrestre, quali pietraie e cataste di legna. Tutto il materiale di scavo è stato valorizzato in loco ripristinando una sponda del laghetto, in questo modo il bilancio di materiale è stato neutro, senza dover ricorrere alla messa in deposito (discarica), salvo per i materiali non riutilizzabili.
400mila franchi di investimento
L’investimento, come anticipato, è di 400mila franchi ed è finanziato da Cantone, Comuni, Confederazione e dalla Fondazione Blue Planet Virginia Börger X.X. Una cifra che riguarda da un lato i lavori di ripristino della palude realizzati nei mesi scorsi, mentre dall’altro lato la manutenzione della stessa per i prossimi cinque anni. I lavori sono stati coordinati dal Dipartimento del Territorio e in particolare dall’Ufficio Natura e Paesaggio diretto da Lorenzo Besomi, il quale ha salutato “con piacere la realizzazione di questo intervento che mira a recuperare localmente un ottimo livello di biodiversità e che permette di contribuire alla qualità ambientale del Parco. Inoltre, è un progetto che riconnette aree protette attraverso interconnessioni di superfici, senza entrare in conflitto con l’altra vocazione del Piano che è l’agricoltura”.
Obiettivo
Come afferma il direttore della Fondazione del Parco del Piano di Magadino Giovanni Antognini “l’obiettivo era quello di dare valore aggiunto a tutta quest’area considerando anche la prima parte dei lavori che si erano già eseguiti sull’area ex-nomadi di Vigna Lunga Trebbione. Direi che possiamo ritenerci estremamente soddisfatti sia a livello di esecuzione dei lavori sia del contributo alla biodiversità che questo progetto ha portato”.

