
Disavventure svizzere per M.B., un 44enne del Varesotto che con la sua compagna lo scorso sabato a Grancia ha vissuto “i quaranta minuti più lunghi della sua vita”, a riportare la notizia è la prealpina.it.
L’uomo si trovava in Ticino con la sua compagna, quando all’una di notte trovando chiusa una discoteca di Grancia, decide di cercare un pub per bere qualcosa. Rimettendosi alla guida, l’uomo commette un’infrazione, entrando in un posteggio passando per un senso vietato. “Pochi attimi, il tempo per rendermi contro dell’errore – commenta al giornale italiano – e mi è piombata addosso una macchina senza contrassegni, con un piccolo lampeggiante azzurro in alto. Due giovani, che si sono qualificati come poliziotti, senza però mostrare alcun tesserino di riconoscimento mi hanno intimato di spegnere l’auto e di non scendere. “Adesso dammi le chiavi, ti portiamo dentro - gli avrebbero intimato – devi pagare altrimenti ti sequestriamo l’auto”.
“Continuavo a ripetere di farmi pure il verbale, perché io i cento franchi per pagare le multa non li avevo. E solo dopo un bel po’ si sono convinti e ne sono andati dicendo che “tanto gli italiani non pagano mai nessuna multa.”” Alcuni giorni dopo la disavventura, che presenta diverse lacune ed incongruenze, l’uomo ritorna sulla questione: “Il verbale non l’ho ancora ricevuto. Lo aspetto poi andrò a saldare il mio debito, ma quel modo di fare proprio non mi va giù. Eppure mi era già capitato di avere a che fare con le forze di polizia svizzere, erano state gentilissime”.
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