
La nevicata del 10-11 dicembre 2017 è stata una delle più importanti negli ultimi decenni in dicembre e, a causa del perdurare del tempo freddo, la neve è rimasta al suolo per un periodo inusualmente lungo. È quanto si evince dal bollettino emesso oggi dall'Ufficio cantonale di statistica secondo cui il mese di dicembre in Ticino è stato caratterizzato da oscillazioni molto marcate della temperatura: le due fasi miti, all’inizio del mese e prima di Natale, sono state in netto contrasto con le invasioni di aria polare, accompagnate da importanti nevicate a tratti fino in pianura.
In pianura invece, in particolare nel Sottoceneri, la presenza di foschia ha in parte limitato la radiazione solare e il riscaldamento. I due eventi di precipitazione hanno portato in totale da una volta e mezza al doppio dei quantitativi normali per dicembre. Alla fine del mese l’innevamento in montagna è risultato abbondante, come non lo si vedeva più dal 2013; per trovare un giorno di Natale con più neve bisogna invece risalire al 2010.
Nella notte tra il 10 e l’11 anche alle basse quote del sud delle Alpi è arrivata la prima spolverata di neve, mentre con la rotazione delle correnti da ovest a sudovest il giorno 11 si sono verificate abbondanti nevicate fino in pianura. Alla mattina del 12 si sono così misurati 40 cm di neve fresca a Biasca, 25 cm a Bellinzona, 20 cm a Lugano, 15 cm a Brissago e 12 cm a Locarno-Monti. Il tempo freddo ha poi mantenuto la neve al suolo per circa 2 settimane a Biasca, 11 giorni a Bellinzona e 9 giorni a Lugano.
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