
Il problema del dumping salariale in Ticino è innegabile, a maggior ragione a seguito del rafforzamento del franco e delle conseguenti riduzioni di salario decise da diverse aziende.Tutti concordano sulla necessità di agire per contrastare questo fenomeno. Ma in che modo? Qui le versioni divergono.
Durante una recente trasmissione di Millevoci, il candidato de La Destra Orlando Del Don ha sostenuto che il rilancio del mondo del lavoro deve passare attraverso una diminuzione della pressione da parte dei sindacati, accusati di "ingessare" la situazione.
Secondo Del Don, i sindacati sarebbero interessati più che altro al tesseramento di nuovi affiliati. A lottare contro il dumping, ha aggiunto Del Don, non sono loro, bensì i politici.
Non è la prima volta che il deputato UDC si scaglia contro sindacati e sindacalisti. Ma stavolta uno di loro, Giorgio Fonio, ha voluto rispondergli per le rime.
"Quelle di Del Don sono frasi figlie di una politica vecchia!" commenta il sindacalista OCST e candidato PPD al Governo.
"Un po' come se i sindacalisti dicessero che tutti i padroni sono ladroni" afferma Giorgio Fonio. "In questo momento non abbiamo bisogno di slogan e di luoghi comuni, ma per contro di concretezza e capacità di dialogo. Per fortuna che nella Destra ci sono giovani come Piero Marchesi, per citarne uno, con i quali ci si scontra ma ci si confronta in maniera corretta."
Nella polemica si inserisce anche il primo cittadino di Lugano, il leghista Giampiero Cambrosio: "Giorgio, non dare troppo peso a quello che dice il Delendeldon. Verd boca fra parol."
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