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Ticino
A cosa serve la Ticino Film Commission?
A cosa serve la Ticino Film Commission?
A cosa serve la Ticino Film Commission?
Redazione
10 anni fa
La Lega chiede di chiuderla: "Costa ed è inutile". Il presidente Nicola Pini ribatte: "Col cinema si mangia!"

È scontro tra la Lega dei Ticinesi e il deputato PLR Nicola Pini sulla Ticino Film Commission, ente creato nel 2013 dall'Associazione film e audiovisivi Ticino, dal Gruppo registi e sceneggiatori indipendenti della Svizzera italiana, dall'Ente ticinese per il turismo e dal Festival del film di Locarno con l'obiettivo di rendere il nostro Cantone una location attrattiva e concorrenziale per la produzione di film.

La creazione della Ticino Film Commission era stata approvata dal Governo nel novembre dello stesso anno e dal Gran Consiglio durante l'anno seguente. Per i suoi primi quattro anni di attività ha potuto beneficiare di un contributo di 1,87 milioni di franchi a fondo perso, credito cui solamente la Lega si era opposta.

Da allora a oggi la Ticino Film Commission non è più stata oggetto di critiche. Ma da quando, un mesetto fa, alla sua presidenza è stato eletto il deputato PLR Nicola Pini la commissione è tornata al centro degli attacchi leghisti.

"Ticino Film Commission da chiudere!" è il titolo di un articolo pubblicato sul Mattino della Domenica di ieri, nel quale viene attaccata la nomina di Pini, "che non ci risulta disponga di particolari competenze cinematografiche" e viene chiesta, come da titolo, la chiusura "dell'inutile commissione" una volta esaurito il presente credito, quindi nel 2017. "Osiamo sperare che il Governo avrà la decenza di non chiedere un secondo credito, visto che si deve risparmiare!" si legge sul domenicale leghista.

Ma il presidente Pini non è affatto d'accordo. "Con il cinema si mangia" ribatte il deputato PLR in un'opinione pubblicata oggi su La Regione.

Pini ricorda che la commissione da lui presieduta "si occupa da un lato di consolidare il fare cinema locale, anche offrendo opzioni (in)formative, dall'altro di attrarre in Ticino produzioni cinematografiche nazionali e internazionali con l'intento di portare lavoro, indotto economico e visibilità al nostro territorio."

"Lo fa secondo principi e strumenti della politica economica regionale stabilita da Cantone e Confederazione, non solo stimolando la filiera dell'audiovisivo, ma soprattutto mettendo in rete le competenze e i professionisti sul territorio, sostenendo il turismo portando persone negli alberghi e promuovendo l'immagine della nostra destinazione turistica, come anche valorizzando le regioni periferiche spesso scelte quali location cinematografiche" scrive Pini, secondo cui nel 2015 "l'accompagnamento ad 11 progetti - con un investimento diretto di poco più di 2'000 franchi - ha portato un indotto di quasi 600'000 franchi."

Pini scrive poi che la Confederazione ha definito la Ticino Film Commission "un progetto pilota esemplare" e ricorda che altre commissioni simili in Europa, come la "Film Commission Bayern" godono di mezzi ben più grandi ("30 milioni").

Per questo, a suo dire, il Ticino deve puntare sulla qualità del servizio, sull'offerta e sull'accoglienza. "L'industria cinematografica è un'industria che dobbiamo valorizzare se vogliamo sostenere il nostro territorio, seguendo il consolidato esempio del Festival del film di Locarno, vera e propria finestra sul mondo (per noi) e sul Ticino (per gli altri), oltre che fabbrica di indotto economico e turistico" conclude Pini, citando "ricadute tra i 20 e i 30 milioni di franchi l'anno" e la possibilità per centinaia di giovani studenti di lavorare "acquisendo esperienza, professionalità e solidità."

Il deputato PLR conclude quindi ripetendo: "Con il cinema si mangia!"

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