Cerca e trova immobili
Ticino
A cosa serve la tassa di collegamento?
A cosa serve la tassa di collegamento?
A cosa serve la tassa di collegamento?
Redazione
10 anni fa
Il Governo risponde a un'interrogazione di Henrik Bang. "Preoccupanti effetti negativi in caso di bocciatura"

Maggiore chiarezza sulla tassa di collegamento. È quanto auspicava il deputato socialista Henrik Bang tramite un'interrogazione parlamentare inoltrata al Consiglio di Stato nel febbraio scorso, intitolata "Tassa di collegamento, inquinamento dell'aria, diminuzione dell'offerta del servizio di trasporto pubblico?" (vedi articolo suggerito).

E maggiore chiarezza il Governo l'ha fatta negli scorsi giorni, nel pieno della campagna verso il voto del 5 giugno, rispondendo alle domande del granconsigliere socialista.

Innanzitutto il Consiglio di Stato spiega che la tassa di collegamento "mira principalmente a favorire forme di mobilità più virtuose, alfine di ridurre il traffico veicolare e l'inquinamento atmosferico."

"Lo scrivente Consiglio ritiene che la tassa - agendo sul traffico congestionato - abbia il pregio di migliorare la qualità di vita. Tale misura è pertanto necessaria per la tutela di tutta la popolazione e delle generazioni future" prosegue il Governo.

Bang chiedeva se vi fossero già stati dei riscontri da quando, nel dicembre scorso, il Parlamento aveva approvato la misura. "Per quanto a nostra conoscenza, vi sono aziende, centri commerciali e, più in generale, proprietari di grandi parcheggi che hanno già deciso di intervenire, riducendo i posteggi a disposizione dei dipendenti, organizzando navette aziendali, e favorendo, laddove possibile, la pratica del car pooling" spiega il Governo, ribadendo che "è ovviamente prematuro, allo stato attuale, poter registrare un effetto sui flussi di traffico."

Il Governo conferma poi che il problema del traffico e dell'inquinamento nel Mendrisiotto "è da ricondurre in larga parte ai lavoratori frontalieri", come confermato dai "sondaggi effettuati dal Dipartimento del territorio ai valichi ticinesi".

"Le problematiche legate al traffico sono affrontate con un'ottica globale e una strategia articolata su diversi assi d'azione" precisa in seguito il Governo, elencando "il potenziamento del trasporto pubblico e lo sviluppo della rete stradale, la creazione e l'ampliamento di posteggi di interscambio, la diffusione del car pooling, il sostegno alla mobilità ciclabile e pedonale, l'informazione, la sensibilizzazione e la consulenza, l'eliminazione di migliaia di parcheggi abusivi/selvaggi, nonché la riduzione del numero di nuovi posteggi nelle nuove costruzioni industriali/commerciali."

Se la tassa di collegamento dovesse essere bocciata dal popolo, "sorgerebbero dei problemi riguardanti il finanziamento del trasporto pubblico che andranno valutati" scrive poi il Governo. "Tuttavia, lo scrivente Consiglio è maggiormente preoccupato per gli ulteriori problemi in termini di viabilità che la mancata applicazione della tassa provocherebbe. Un tale scenario provocherebbe, infatti, effetti fortemente negativi, in particolare sui volumi di traffico, sull'inquinamento dell'aria e sulla qualità di vita."

Infine il Consiglio di Stato risponde all'ultima domanda di Bang, che voleva sapere da dover arriveranno quei 18 milioni di franchi all'anno che lo Stato prevede di incassare grazie alla tassa. "Si stima che due terzi dell'incasso proverranno dai posteggi per i dipendenti (e altri usi pendolari) e un terzo dai posteggi per i clienti delle attività e dei commerci."

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata