
A quasi due anni dalla condanna di prima istanza oggi Lisa Bosia Mirra, ex deputata socialista, testa alta e sorriso sul volto, è tornata in aula per il processo bis. Ad assistere al dibattimento sono arrivati anche una trentina di sostenitori pacifici. Persone di tutte le età convinte, è stato sussurrato in aula, che a volte è giusto anche infrangere la legge.
I fatti, ricordati da prassi stamattina di fronte alla corte del giudice Giovanna Roggero Wil, risalgono ad agosto 2016. Allora l’Europa era in piena crisi migranti con centinaia di persone bloccate all’aperto in un parco a Como e un giorno Bosia Mirra, nota per il suo forte impegno sul campo, fu fermata poco dopo il confine di San Pietro di Stabio con 4 minorenni senza documenti. Non era la prima volta (aiutò 24 migranti in tutto) e per questo nel 2017 fu ritenuta colpevole di ripetuta incitazione all’entrata, alla partenza e al soggiorno illegale.
L'ex deputata ha motivato il suo agire con ragioni umanitarie. "È vero, a Como non piovevano bombe e il pericolo di morte non era immediato. Ma volevo allontanarli da una situazione indegna per qualsiasi essere umano", ha ribadito durante l'interrogatorio. Proprio per consentirle di spiegare meglio le sue motivazioni, l'avvocato difensore ha respinto la procedura scritta per il processo d’Appello: "È un caso sensibile, perciò abbiamo ritenuto importante che la Corte avesse contezza della signora Bosia Mirra e della sua situazione".
“È vero, non avevo prove che i racconti di queste persone che dicevano di voler raggiungere parenti in Svizzera e Germania fossero veri”, ha ribadito oggi Bosia Mirra senza di fatto contestare il decreto d’accusa. “Ma ho più volte visto le autorità al confine bloccarle capendo quanto fossero complicate e a volte aleatorie le procedure d’asilo. Ho visto le condizioni indegne in cui vivevano a Como e la sofferenza nei loro occhi”, ha concluso.
Pochi minuti fa ha poi preso la parola la procuratrice pubblica Margherita Lanzillo. “Riconosco l’impegno sociale di Bosia Mirra, aspetto tenuto da conto nella commisurazione della pena”, ha detto. “Ma la legge è la legge ed è stata infranta più volte consapevolmente”, ha sintetizzato.
Seguirà nel primo pomeriggio l’arringa del legale Pascal Delprete che si batte per il proscioglimento.
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