
"La polemica sorta in questi giorni attorno all'aeroporto di Lugano non qualifica sicuramente il dibattito politico. Le fughe di notizie, vere o false che siano, e la polemica che le hanno accompagnate hanno avuto quale unico risultato quello di creare incertezza ingiustificata tra i collaboratori di LASA".
A denunciarlo il sindacato OCST che tramite una nota, firmata da Lorenzo Jelmini e Alberto Trevisan, invita sì a interrogarsi sull'opportunità di gestire e mantenere lo scalo, ma entro i confini di un "dibattito corretto".
"Forse qualcuno dovrebbe finalmente rendersi conto che investire sull'aeroporto vuol dire investire, oltre che su un servizio a favore dello sviluppo economico e turistico di questo Cantone, anche nell'occupazione" ribadiscono i sindacalisti. "Ricordiamo che oltre alla settantina di dipendenti direttamente occupati dell'aeroporto, vi sono circa 300 posti di impiego legati allo scalo cittadino".
E sono proprio i collaboratori di LASA, come pure chi li rappresenta, i primi a preoccuparsi per le condizioni economiche dell’aeroporto, sottolineano Jelmini e Trevisan. "Proprio per questo da sempre intraprendiamo costanti e continui contatti con la direzione, sollecitando chiarezza e trasparenza. Le difficoltà vanno affrontate e chiarite ma senza fomentare paure ed incertezze concentrandoci sulle misure che possono sostenere l’occupazione".
L’OCST ribadisce dunque il suo appoggio a LASA e sostiene gli investimenti programmati dal Comune di Lugano per il suo rilancio, ma ribadisce pure l’importanza che il Cantone "riconosca finalmente l’importanza di questo servizio e s’impegni anche finanziariamente al suo sostegno".
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