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Ticino
A cena col certificato? “È discriminatorio”
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
5 anni fa
Ecco le posizioni di Massimo Suter e Alex Farinelli sull’ipotesi di consentire solo a chi ha il Certificato Covid di accedere alla ristorazione

Dall’autunno o dall’inverno è possibile che per entrare in un ristorante possa servire il Certificato Covid. L’ipotesi è dell’epidemiologo Christian Althaus, già membro della task force del Consiglio federale. Un’uscita fatta sulle pagine della Neue Zürcher Zeitung e che ha lanciato un ampio dibattito. Tra i contrari, in Ticino, vi è la ristorazione. Massimo Suter, presidente di GastroTicino e vicepresidente di GastroSuisse, è tassativo: “Penso che questa azione sia un’azione discriminatoria nei confronti di chi non vuole o non può vaccinarsi, ma soprattutto è ancora imporre qualcosa a un settore economico che ha già sofferto molto da quando è iniziata la crisi”, ha dichiarato a Teleticino.

Oltre alle limitazioni, a preoccupare Suter sono i costi. “Ma chi andrà a fare questi controlli? Io come ristoratore dovrò assumere il personale?”, si chiede, sollevando anche la questione che molti locali non hanno usa sola entrata, ma possono averne di più.

“Meglio che chiudere”

Diversa l’opinione del consigliere nazionale Alex Farinelli, che ritiene che la soluzione di Althaus sia di gran lunga migliore di altri scenari: “L’alternativa sarebbe dover chiudere”, ha detto. Farinelli ha ricordato come si tratti ancora di un’ipotesi che si verificherebbe solo nel caso di una risalita drastica dei contagi. “In questo senso penso sia ragionevole mettere sul tavolo gli scenari, più che altro per una questione di chiarezza nei confronti dei cittadini. Le persone devono sapere che questa è una delle possibilità”, ha spiegato. “Lo scopo è proprio quello di non dover più chiudere dei settori e lasciare alle persone la massima libertà possibile”.

Piace, invece, il test in strada
Un’altra idea, invece, piace ai ristoratori: quella di offrire i test rapidi nelle zone della movida, così che i giovani possano accedere ai locali anche se sono sprovvisti di certificato Covid. “È una soluzione pragmatica e attuabile a una situazione in essere che preoccupa parecchio. Essere forzatamente vaccinati per accedere al divertimento fa sì che non tutti possano avere questa possibilità: c’è chi non vuole e chi non può farsi vaccinare. Bisogna trovare delle soluzioni anche per loro. In uno Stato libero e liberale non possiamo non permettergli di andare al ristorante oppure andare a divertirsi. Questi test rapidi effettuati nella roulotte mobile, che danno una risposta in tempi brevissimi, possono quindi sicuramente essere la via da percorrere. Ricordiamoci che ci sono anche le farmacie, ma non tutte sono abilitate a farlo o non tutte sono disposte a tenere aperto tardi la notte”, ha dichiarato Massimo Suter ai microfoni di Radio3i.

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