
Oggi alcuni deputati ticinesi, tra i quali Fiorenzo Dadò (PPD), Sabrina Gendotti (PPD), Andrea Stephani (Verdi) e Stefano Tonini (Lega), si sono recati a Berna per difendere l’iniziativa cantonale “Basta alle pene ridicole per reati contro l’integrità sessuale”, che chiede appunto un’inasprimento delle pene nei confronti di pedofili e criminali sessuali in genere. Il testo dell’iniziativa era stato approvato dal Gran Consiglio nel gennaio 2019, con 80 favorevoli e 5 astenuti, accorpando due distinte iniziative presentate sempre da Fiorenzo Dadò e Sabrina Gendotti nel giugno 2016. Oggi i granconsiglieri quindi hanno avuto modo di presentare le loro posizioni e rispondere alle domande della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati.
Per saperne di più Teleticino ha intervistato Sabrina Gendotti, deputata PPD e membro della delegazione, sulla natura delle richieste all’Assemblea federale e sulla ricezione che queste hanno avuto a Berna.
Cosa avete chiesto al Parlamento?
“L’iniziativa, che è stata approvata dal Gran Consiglio, chiede di rivedere il titolo quinto del codice penale svizzero, valutando l’introduzione di una pena detentiva minima che non dev’essere inferiore a un anno, considerando che al momento per la maggior parte dei reati a sfondo sessuale al momento è prevista solo una pena pecuniaria minima, ovviamente nei casi giovani adulti o per i casi meno gravi. Il secondo è di valutare l’inasprimento delle pene massime a 10 anni. Al momento il codice penale prevede in genere pene dai 3 ai 5 anni e solo nei casi di coazione e violenza sessuale si arriva ai 10 anni”.
Quali sono i risultati, è soddisfatta della giornata?
“Si, siamo soddisfatti perché, innanzitutto, è pendente un messaggio del Consiglio federale per l’armonizzazione delle pene che è stato allestito nel 2018 ed è stato discusso dalla Commissione affari giuridici all’inizio dell’anno corrente. Questo messaggio prevede l’introduzione per gli autori di violenza sessuale su persone sotto i 12 anni di una pena minima più elevata, quindi diciamo che stiamo andando nella stessa direzione”.
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