
"Basta con la giungla!". A lanciare il grido d'allarme sono alcuni tassisti del Bellinzonese concessionari di tipo A. Quelli, per intenderci, con diritto di stazionare sui luoghi pubblici del comune d'appartenenza. Tassisti che, stufi di subire una concorrenza sleale ma anche nell'ottica di crescere come categoria, hanno deciso di unire le voci creando una loro associazione. E l'appello è rivolto all'autorità comunale, invitata a modificare un'ordinanza di regolamentazione vecchia di 35 anni ma anche a effettuare maggiori controlli."Sono in molti ad approfittarne" spiegano i membri della neo-nata associazione. Ad esempio, c'è chi bara sugli orari di lavoro offrendo quindi prezzi più bassi, a scapito di chi invece pratica il mestiere in modo onesto. O ancora, in caso di grandi eventi come il Rabadan, ecco che Bellinzona si trasforma nella Eldorado di tutti i tassisti del Ticino. Cosa che invece non succede in città come Locarno e Lugano, dotate di ordinanze più precise e a passo con i tempi. Senza contare le cosiddette "zone grigie", quei paesi dove non esistono ordinanze comunali.
"Non è utopico" dice Alessandro Cimmino, presidente della società "una volta risolti i problemi a livello comunale, penseremo in futuro anche a un'associazione cantonale".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

