
Si sono radunati in un centinaio alla manifestazione di Bellinzona, lanciata dal Ps ma "senza insegne e senza bandiere", per esprimere cordoglio e solidarietà alle vittime della sanguinosa strage di Parigi.
Organizzata oggi, sabato, alle 15 in Piazza Governo, la manifestazione ha radunato, oltre a molti semplici cittadini, anche diverse personalità di sinistra e i sindacati. Tra la folla, inoltre, era presente anche Laura Sadis.
Gli organizzatori hanno tenuto a sottolinare che la manifestazione vuole essere un momento di riflessione, dando avvio al ritrovo con un minuto di silenzio.
Il primo a prendere la parola è stato Corrado Mordasini, vignettista de Il diavolo: "Siamo qui per difendere la libertà", ha detto, "Siamo tutti uguali, e tutti abbiamo perso ogni libertà, perché tutte le libertà nascono da quella d'espressione", ricordando al riguardo il poliziotto musulmano che difendeva la redazione di Charlie Hebdo, ammazzato anch'esso dai terroristi.
La manifestazione, durata pochi minuti in un clima complessivamente silenzioso e riflessivo, ha lasciato una piazza gremita anche dopo la sua conclusione, a dimostrazione della volontà di reagire alla tragedia senza paura.
A dispetto dei molti aderenti all'iniziativa, però, c'è stata anche qualche voce contraria. Sergio Savoia, infatti, in un lungo commento sul suo blog, ha fatto sapere di "dissentire profondamente dalla sostanza della manifestazione", perché i raduni oggi in Europa "devono essere precisi come bisturi e non genericamente buonisti".
"La violenza è un errore", ha continuato l'ecologista, "imperdonabile comunque. Ma non vedere che gli atti terroristici compiuti in Europa negli ultimi anni hanno una firma comune e una motivazione ideologica precisa, significa condannarsi a endemizzare il terrorismo."
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