
«Chiediamo al Comune di Bellinzona di investire in una o più strutture di asili nido pubblici e a prezzi accessibili». È questo, come spiegato a Ticinonews da Lisa Boscolo, consigliera comunale per l'Unità di Sinistra, l'obiettivo dell’iniziativa popolare comunale «Più nidi d’infanzia pubblici», promossa dal Partito Socialista di Bellinzona assieme a Forum Alternativo, Verdi, Più Donne, Avanti, Noce, PC e Vpod, depositata questa mattina presso la Cancelleria comunale.
«Un bisogno reale»
I dati disponibili, scrivono i promotori, «mostrano chiaramente che a Bellinzona l’offerta attuale di posti nei nidi non è sufficiente. Studi recenti indicano un fabbisogno scoperto pari a una sessantina di posti. Allo stesso tempo, i costi per le famiglie restano elevati e la distribuzione dei servizi sul territorio è disomogenea. Sempre più genitori devono fare capo a soluzioni di accudimento già nei primi mesi di vita dei figli, mentre le reti informali di sostegno sono sempre meno presenti». Un comune, aggiunge Maura Mossi-Nembrini, consigliera comunale di Più Donne, «deve poter offrire alla popolazione un accesso migliore a questi servizi che permettono soprattutto alle donne di rientrare nel mondo del lavoro». Ancora oggi, scrivono infatti i promotori, «sono soprattutto le donne a ridurre o interrompere la propria attività lavorativa alla nascita di un figlio o una figlia. Nidi accessibili e di qualità permettono una maggiore equità nella ripartizione dei carichi familiari e ampliano la libertà di scelta delle famiglie. Un sistema pubblico di nidi contribuisce, inoltre, a ridurre le disuguaglianze sociali, garantendo a tutti e tutte pari opportunità fin dai primi anni di vita».
Complementarietà con l’offerta esistente
L’iniziativa, concludono i promotori, «riconosce il valore della rete attuale di nidi gestiti da enti privati senza scopo di lucro, che svolgono un lavoro fondamentale sul territorio. L’obiettivo non è sostituire, ma rafforzare il sistema: aumentare i posti disponibili, migliorare la pianificazione territoriale e garantire maggiore accessibilità economica».

