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Ticino
"A Arnoldo Coduri auguro..."
"A Arnoldo Coduri auguro..."
"A Arnoldo Coduri auguro..."
Redazione
10 anni fa
INTERVISTA all'ex Cancelliere dello Stato Giampiero Gianella, tra passato e presente. Con un augurio anche al suo successore

Lo scorso primo settembre Giampiero Gianella ha passato il testimone di Cancelliere dello Stato a Arnoldo Coduri, concludendo così un'esperienza iniziata 23 anni fa, quando al Governo c'erano Dick Marty, Renzo RespiniGiuseppe BuffiPietro Martinelli e Alex Pedrazzini.

In questi 23 anni di cambiamenti ne ha visti davvero tanti: partendo dall'avvicendamento dei vari Consiglieri di Stato per arrivare al ruolo sempre più importante della tecnologia in seno all'Amministrazione cantonale. 

A poco più di due mesi dall'avvicendamento con Arnoldo Coduri, gli abbiamo chiesto com'è stato lasciare Palazzo delle Orsoline e quali sono i ricordi più belli di questi 23 anni.

Lei è stato per 38 anni in Amministrazione cantonale, di cui 23 da Cancelliere dello Stato. Dal primo settembre ha passato il testimone a Arnoldo Coduri; un po’ le manca Palazzo delle Orsoline?

"Dopo una vita professionale di così lungo corso trascorsa a Palazzo è difficile immaginare che si possa dimenticare o addirittura cancellare questa importante e significativa esperienza, i rapporti umani e di lavoro che si sono allacciati con i superiori, con i colleghi e con i collaboratori, ma soprattutto le innumerevoli e interessanti opportunità che le funzioni svolte, in particolare quella di Cancelliere dello Stato, mi hanno permesso di vivere e coltivare con le Autorità ai diversi livelli istituzionali locali, cantonali, nazionali e internazionali e non da ultimo con i cittadini".

Qual è il ricordo più bello dei suoi 23 anni da Cancelliere?

"È difficile evocare il fatto o l'atto che più di altri mi ha particolarmente toccato: sicuramente sul piano personale la comunicazione della mia nomina a quest'importante carica, avvenuta nel momento in cui stavo festeggiando il compleanno di mia figlia e il suo primo giorno di scuola; dal profilo istituzionale a titolo esemplificativo per molti altri, l'organizzazione della sessione delle Camere federali in Ticino a Lugano".

In tutti questi anni ha lavorato con tantissimi Consiglieri di Stato. Con chi si è trovato più in sintonia? E con chi, magari, è stato più difficile collaborare?

"Con tutti, nelle diverse funzioni svolte e segnatamente dal 1993 come Cancelliere, ho sempre avuto rapporti professionali proficui , consapevole che dovevo assicurare per ruolo ma anche per la composizione politica del Collegio - unico, lo ricordo, eletto in Svizzera con la formula proporzionale - la giusta equidistanza, disponibilità, collaborazione e rispetto. Da un profilo personale con il compianto Consigliere di Stato Giuseppe Buffi, per i legami di amicizia, di vicinanza e visione politica; come pure di approccio pragmatico ai problemi e alla ricerca di soluzioni condivise".

Regolarmente alcuni schieramenti politici invocano tagli all’Amministrazione pubblica: può essere una soluzione oppure l’Amministrazione stessa fa un po’ da parafulmine e viene criticata un po’ a prescindere?

"In momenti di ristrettezze finanziarie e di conseguenti economie mi sembra evidente che anche una verifica ragionata, intelligente e consapevole di ruolo, funzioni, compiti e quindi del personale necessario nell'Amministrazione cantonale abbia una sua logica giustificazione. Negli scorsi anni più volte il Governo ha provveduto ad effettuare riduzioni degli effettivi, seguiti però per nuove esigenze e compiti attribuiti allo Stato anche da aumenti: penso per esempio negli ultimi tempi al settore della sicurezza ed al conseguente rafforzamento in mezzi e unità della Polizia".

Ora che progetti ha?

"Di sicuro riserverò più tempo alla famiglia, ai passatempi (lettura in particolare) ai viaggi per conoscere con più attenzione e interesse diversi luoghi, compreso il mio Ticino. Continuo comunque la mia attività - in modo più professionale e di tempo dedicato - di segretario della Comunità di lavoro Regio Insubrica, partecipo a gruppi di lavoro sul piano federale e, novità, di membro di comitato della FOSIT (Federazione ticinese delle ONG in ambito umanitario e di aiuto allo sviluppo)".

Lei rimarrà attivo all’interno della Comunità di lavoro della Regio Insubrica. Spesso i rapporti con l’Italia non sono stati facili (si pensi ad esempio al problema dell’inquinamento del Ceresio) ma ultimamente si può dire che sono stati fatti importanti passi avanti?

"L'entrata delle Regioni Lombardia e Piemonte oltre al Ticino quali membri di diritto della Regio Insubrica assicura a quest'ultima senz'altro un ruolo di rilievo quale piattaforma di dialogo e nella cura dei rapporti di carattere transfrontaliero. Occorre però da entrambi i versanti maggiore consapevolezza, determinazione, costanza, volontà e disponibilità nel contribuire ad affrontare insieme, senza eccessive pregiudiziali, i problemi puntuali e la ricerca di soluzioni. In quest'ottica e anche auspicabile che dai rispettivi Stati venga concessa maggiore flessibilità e comprensione per l'ottenimento dei risultati auspicati".

Che consiglio si sente di dare (o ha dato) al suo successore Arnoldo Coduri?

"Abbiamo avuto negli scorsi mesi, dopo la sua nomina, più occasioni per introdurlo adeguatamente nella funzione e nei compiti affidati al Cancelliere e ai servizi che gli sono subordinati. La sua conoscenza dell' Amministrazione cantonale, per averci lavorato in precedenza, del territorio e dei settori pubblici e privati in cui ha operato, sono ottime premesse per avviare il suo nuovo percorso professionale nel migliore dei modi. Gli auguro di affrontare funzioni e compiti con l'ottimismo, la determinazione e la passione che hanno contraddistinto la mia indimenticabile esperienza".

Nico Nonella

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