Cerca e trova immobili
Ticino
925 firme contro il certificato Covid nelle biblioteche
Lara Sargenti
5 anni fa
Le sottoscrizioni sono state raccolte dal sindacato SISA, che chiede al Consiglio di Stato di togliere il dispositivo nelle biblioteche del Cantone

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha consegnato in data odierna la petizione “No al Certificato Covid nelle biblioteche”, indirizzata al Consiglio di Stato ticinese e corroborato da 925 firme. La petizione chiede all’esecutivo cantonale di togliere il dispositivo del certificato nelle biblioteche cantonali e di fare pressione sul Consiglio Federale, affinché questo strumento venga revocato per l’intero settore bibliotecario.

Le perplessità del sindacato studentesco trovano la propria origine “a partire da constatazioni di principio e di ordine pratico”, sottolinea il sindacato in una nota odierna. “Le biblioteche rappresentano il luogo privilegiato della conservazione e diffusione del sapere, in cui studenti e cittadini vi dovrebbero accedere liberamente per garantire, indipendentemente da statuto e categoria sociale d’appartenenza, la possibilità di informarsi e formarsi. Attraverso il dispositivo del Certificato Covid questo principio d’accesso libero al sapere viene a cadere e si creano in questo modo frangenti della popolazione a cui questo diritto viene privato”.

Il SISA ricorda che per diverse persone non vaccinate, il costo del tampone è “inaccessibile”, mentre prima dell’introduzione del Certificato Covid, le biblioteche cantonali erano accessibili a tutta la popolazione a condizione che le misure di contenimento previste dal piano di protezione venissero rispettate. “Attualmente queste misure sono ancora in vigore: la capacità dello spazio è tuttora ridotta ad un terzo della capienza, la mascherina e la distanza di 1.5 metri è ancora prescritta”, fa notare il sindacato. “Sembra dunque piuttosto contradditorio che, nonostante l’obbligo di presentare il Certificato, queste misure continuino ad essere applicate con la sola differenza che le persone senza l’attestato sanitario non possano accedervi liberamente. Al contempo, l’impossibilità per una parte del corpo studentesco di accedere alle biblioteche, pone un problema riguardo al diritto allo studio. Le biblioteche non sono solo un luogo di consultazione e di prestito dei libri, ma anche un luogo di studio individuale. Vi sono studentesse e studenti che nel loro domicilio non hanno le condizioni adatte ad un efficace apprendimento, dovute sia alle circostanze domestiche e residenziali che tecniche – come ad esempio l’assenza dell’accesso a Internet”. Da qui l’appello al Consiglio di Stato di essere il “garante dei diritti”, in questo caso allo studio e all’informazione.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata