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Ticino
9200 firme contro cervi e cinghiali
Redazione
17 anni fa
Troppi danni a culture e vigneti. Le sottoscrizioni alla petizione, lanciata ad inizio febbraio, sono state consegnate questo pomeriggio

Sfiorano quota 9200 le firme raccolte nell’ambito della petizione lanciata contro la gestione di cervi e cinghiali. Le sottoscrizioni alla petizione, lanciata ad inizio febbraio da Unione contadini ticinesi e dalla Federazione viticoltori ticinesi, sono state consegnate questo pomeriggio al presidente del Gran Consiglio Riccardo Calastri.  "Con questo traguardo - dichiarano la Federviti e l’Unione contadini ticinesi - riteniamo di poterci sedere al tavolo delle discussioni propositivi ed ottenendo ascolto. Il tema sollevato è legato alla gestione del territorio. A chi coltiva e cura ancora il territorio e la convivenza con, in questo caso, gli ungulati. È evidente che ci sono grossi problemi con le modalità di gestione degli ungulati promosse dal cantone nell’ultimo decennio e che riteniamo abbiano segnato il loro tempo. Solo un concetto globale e duraturo che rispetti anche la centralità dell’attività umana potrà riportare i necessari equilibri". "Chiediamo quindi al Governo e al Gran Consiglio - si legge ancora nella nota stampa - che si affronti la situazione affermando il dovuto rispetto per, le persone, i prodotti dell’agricoltura, la proprietà dei privati e per gli animali stessi. In particolare: promuovendo una politica preventiva che eviti brutture paesaggistiche per proteggere le colture; favorendo e semplificando il prelievo venatorio nei periodi previsti così da riportare queste popolazioni a entità numericamente sopportabili e commisurate al nostro territorio; creando percorsi sicuri lungo le vie di comunicazione maggiormente a rischio; recuperando e curando il territorio che all’infuori dalle colture agricole e dei giardini è lasciato all’incuria, impegnandosi nella creazione di habitat (ad es. selve castanili) quali zone ideali allo sverno di questi animali ed infine favorendo il recupero di territorio agricolo che indirettamente permette di sopportare meglio la presenza di ungulati, evitando una loro dannosa concentrazione".

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