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Ticino
9 misure urgenti per tutelare il lavoro in Ticino
9 misure urgenti per tutelare il lavoro in Ticino
9 misure urgenti per tutelare il lavoro in Ticino
Redazione
9 anni fa
È quanto propone il PS, che invita a bocciare le proposte formulate dalla Commissione per attuare "Prima i nostri"

Nove misure urgenti a tutela del lavoro e dei salari in Ticino. È quanto il partito socialista proporrà di adottare sabato 29 aprile, in occasione della conferenza cantonale del partito «Insieme per un lavoro e dei salari dignitosi». In questo modo il PS intende portare avanti una politica centrata su "un’azione concreta a favore del lavoro".

Le 9 misure vengono già anticipate in una nota stampa dal partito: "Regolamentare il settore delle agenzie interinali; creare un fondo per il lavoro; definire il salario minimo legale superiore alla soglia definita dalle prestazioni sociali di base; potenziare le misure di controllo e di vigilanza del mercato del lavoro; istituire un Ente cantonale per lavori di utilità̀ pubblica; applicare da subito l’art. 10 della L-Rilocc; aumentare e rafforzare nella direzione della “preferenza nazionale light” l’azione degli uffici regionali di collocamento (URC); dar seguito alle conclusioni del Piano cantonale dell’alloggio; insistere per il vincolo degli enti beneficiari di contratti di prestazione all’adesione a un contratto collettivo di lavoro".

Nel corso della Conferenza, la direzione del PS inviterà inoltre a non sostenere le proposte formulate dalla Commissione per l’attuazione dell’iniziativa “Prima i nostri!”.

"Il PS ha segnalato prima del voto popolare che l’iniziativa era un insieme di proclami non attuabili dal Cantone" si legge nella nota. "Questo limite è apparso molto chiaramente dopo il voto, quando dalle parole si è trattato di passare ai fatti. Il fatto che le proposte della Commissione si concentrino del settore pubblico, in cui non c’è alcun problema per cui i principi di “Prima in nostri!” debbano o possano essere messi in atto, ne è la dimostrazione. Il nocciolo della questione sono il peggioramento delle condizioni di lavoro e i salari nel settore privato, per cui i promotori dell’iniziativa non hanno ad oggi formulato delle misure concrete e attuabili".

"L’erosione dei salari reali, il precariato generato dalla flessibilità, l’impressionante aumento del lavoro a prestito o su chiamata che dal 2005 al 2015 ha visto il numero di lavoratori interinali raddoppiare e il numero di ore prestate aumentare del 172% e la protezione delle lavoratrici e dei lavoratori dal dumping salariale impongono che le norme vadano ristrette" prosegue il PS. "I numerosi casi in cui sono state registrate delle irregolarità e il non adempimento della Legge sul lavoro esigono un potenziamento dei controlli e una migliore vigilanza del mondo del lavoro. La disoccupazione di lunga durata va combattuta: occorre finanziare il lavoro per combattere l’esclusione sociale".

"Il lavoro e dei salari dignitosi" conclude il PS, "vanno difesi affinché permettano a ognuno l’accesso a una qualità di vita oltre la sussistenza e di prospettare con fiducia il futuro al riparo dalla povertà e dall’esclusione sociale".

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