
9 mesi di detenzione sospesi per un periodo di prova di due anni e 5'000 franchi di multa. Questa la pena inflitta a uno dei due agenti della polizia comunale di Lugano, comparso oggi di fronte alla Corte delle Assise Criminali per un intervento avvenuto nel maggio 2016, durante il quale aveva usato le maniere forti nei confronti di un giovane ubriaco, che aveva urinato sulla macchina delle sigarette all'interno della discoteca Choco-Late di Lugano (per maggiori dettagli vedi articolo suggerito).
A sostegno dell'accusa vi erano le immagini delle videosorveglianza degli uffici della centrale, dove il giovane ubriaco era stato portato dopo il fermo. Il video mostra la vittima ammanettata e seduta, che viene presa di mira dall'agente con calci e pugni al volto, senza apparente motivo, in presenza di altri 3 agenti. Durante il processo il giudice ha chiesto più volte perché l'agente ha fatto uso della violenza nei confronti del giovane, ubriaco e ammanettato: "Che pericolo può costituire?"
L'imputato si è difeso, sostenendo di essersi sentito minacciato. Aveva paura che il giovane potesse infettarlo perché quest'ultimo aveva sostenuto di essere "malato di AIDS e ci sputava contro". Pentitosi di quanto avvenuto, l'agente si è detto disposto a risarcire il danno provocato.
L'accusa, ricordiamo, aveva chiesto una pena di almeno tre mesi di detenzione, parlando di un abuso di potere "ingiustificato". La difesa, patrocinata dall'avvocato Marco Bertoli, aveva chiesto invece l'assoluzione, parlando di "reazione" e non di abuso.
Per il giudice Mauro Ermani non c'è stato alcun dubbio: si è trattato di abuso di autorità e ha rincarato la pena a 9 mesi di detenzione sospesi.
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