
I tempi per l’applicazione del 9 febbraio sono sempre più corti. Pochi giorni fa era emerso addirittura un “piano C”, una terza opzione sul tavolo delle trattative.
Il compromesso con l’UE pare sempre meno praticabile, specie dopo la Brexit, e la clausola unilaterale continua a non piacere ad alcuni schieramenti politici visti i contrasti con la libera circolazione e gli accordi bilaterali. Così, con il presidente del PS Levrat in testa, i fautori della terza via hanno proposto addirittura un controprogetto all’iniziativa RASA (vedi sugerito).
Come riportato da RTS, la Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale si chinerà giovedì su una proposta di legge eleborata da Marco Romano, che invita a concretizzare il modello “bottom-up” elaborato da Michael Ambühl. La proposta di Ambühl prevede una clausola che consente a un Cantone o a un particolare settore economico di introdurre delle misure mirate.
"La proposta “elaborata dal Prof. Ambühl è un elaborato molto interessante e potenzialmente vincente. L’approccio molto federalista è innovativo e flessibile. Permette di dare risposte alle regioni con problemi, evitando eccessivi interventi laddove non ne sono auspicati. Permette di limitare i frontalieri in Ticino, lasciando nel contempo libertà a Basilea", spiega Romano sul proprio sito. "Sembra che il progetto ticinese stia cominciando a piacere anche a numerosi altri Cantoni".
A livello politico, la proposta è appoggiata dai Cantoni, dal presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann, dal PPD e parte del PLR. Tra i contrari troviamo invece il PS, che dubita dell’efficacia della misura. I socalisti preferirebbero introdurre delle misure d’accompagnamento mediante una nuova votazione. L’UDC, dal canto suo, non è del tutto soddisfatto: "Troppo complessa. Inoltre rischiremmo di annacquare l’intento iniziale, overo quello di ridurre l’immigrazione".
Un problema non indifferente e la non compatibilità europea: il modello cozzerebbe contro i principi della libera circolazione. La Commissione dovrà esprimersi in merito, mentre un parere negativo in tal senso è già arrivato dalla consigliera federale socialista Simonetta Sommaruga. Anche il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si è già espresso, sostenendo che "la clausola di salvaguardia unilaterale non entra nemmeno in discussione". L’intenzione di Berna è quella di presentare la clausola come una misura messa in atto in pochi casi estremi a livello cantonale.
Quel che è certo è che i negoziati, tanto per cambiare, non saranno semplici.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

