Cerca e trova immobili
Ticino
9 febbraio, l'amaro in bocca di Bertoli
9 febbraio, l'amaro in bocca di Bertoli
9 febbraio, l'amaro in bocca di Bertoli
Redazione
10 anni fa
Il consigliere di Stato si dice deluso dalla sinistra e lamenta il mancato rispetto della volontà popolare

Non solo l'UDC, ma anche il consigliere di Stato socialista Manuele Bertoli è rimasto deluso dalla soluzione approvata venerdì scorso dalla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale per l'applicazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa, approvata dal popolo svizzero il 9 febbraio 2014.

In un articolo pubblicato sul suo sito personale www.manuelebertoli.ch, il ministro scrive che la soluzione approvata gli ha "lasciato l'amaro in bocca per due motivi".

"Da un lato la proposta di fatto non rispetta il testo votato da popolo e cantoni" sostiene Bertoli. "Chi da destra si lamenta dell’aggiramento del mandato costituzionale ha certamente delle ragioni da far valere, perché effettivamente l’art. 121a dice altro rispetto alla “soluzione” commissionale."

"Va detto che il problema del mancato rispetto della Costituzione non è purtroppo nuovo" prosegue il direttore del DECS. "Citerò solo due esempi, ma se ne potrebbero fare molti altri: l’art. 116 sull’assicurazione maternità ci ha messo 65 anni, non 3, dal momento dell’iscrizione del principio nella Costituzione al momento della sua effettiva realizzazione. Anche il principio dell’art. 112, che garantisce rendite AVS/AI che coprano adeguatamente il fabbisogno vitale, è iscritto nella nostra carta fondamentale da molti anni, ma di fatto ancora oggi non è rispettato, tanto da dover far intervenire le prestazioni complementari, che sono altra cosa rispetto alle assicurazioni sociali. Su queste questioni nessuno di quelli che si scandalizzano oggi per una potenziale mancata applicazione dell’art. 121a si è però mai inalberato, né tanto meno sostiene l’iniziativa AVS plus che aiuterebbe ad applicare l’art. 112."

"Resta comunque il fatto che la proposta di venerdì della commissione del Nazionale non rispetta il mandato costituzionale votato nel febbraio 2014" ribadisce Bertoli. "Più corretto e trasparente, e lo sostengo da sempre, sarebbe rivedere quel mandato costituzionale (che nel concreto, come si vede, appare inapplicabile), proponendo una nuova regola da sottoporre a popolo e cantoni."

"D’altro canto mi ha deluso pure il sostegno della sinistra alla soluzione commissionale, concesso senza pretendere in cambio un corretto rafforzamento delle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone di cui avremmo bisogno" scrive ancora Bertoli. "Misure che, guarda caso, la destra economica e quella nazionalista osteggiano da sempre. L’occasione invece è di quelle importanti, che devono essere colte per dotarci di strumenti validi contro il dumping salariale: salari minimi, contratti collettivi di obbligatorietà generale ecc. Le uniche armi che davvero potrebbero regolare l’eccedenza di afflussi di manodopera straniera."

"Il dibattito entrerà presto nella fase più calda" conclude il consigliere di Stato, il quale spera "che non se ne esca con un brutto compromesso al ribasso, non risolutivo e poco trasparente: il peggio che la politica potrebbe esprimere."

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata