Cerca e trova immobili
Ticino
9 febbraio, "Il modello Müller non basta"
9 febbraio, "Il modello Müller non basta"
9 febbraio, "Il modello Müller non basta"
Redazione
10 anni fa
La variante scelta non piace. Farinelli critica i metodi, mentre Righini tuona contro la destra: "Predicano bene, razzolano male"

La variante proposta da Philipp Müller (PLR), approvata quest'oggi dal Consiglio degli Stati chiamato a esprimersi sul 9 febbraio, sembra raccogliere ben pochi favori in Ticino. 

Dopo le prese di posizione di Lega, UDC e PPD (vedi SUGGERITI), abbiamo tastato l'umore anche nelle fila di chi si è sempre schierato contro l'iniziativa votata nel 2014 e di chi ha visto accettata la soluzione proposta dai colleghi nazionali di partito. Ebbene, né per Igor Righini (PS), né per Alex Farinelli (PLR), la variante passata quest'oggi potrà rappresentare la panacea di tutti i mali.

"A destra predicano bene e razzolano male"“È una soluzione in più per affrontare la situazione - afferma il primo, presidente del Partito Socialista - ma che sia quella giusta, non lo so. Noi abbiamo sempre detto che il 9 febbraio 2014 si è votato qualcosa di difficilmente applicabile. Non si può vendere fumo senza tenere conto del diritto superiore." Secondo Righini, anche in casa socialista si è "d'accordo nel rispettare la volontà popolare, ma non solo per il 9 febbraio": "Il principio deve valere anche per la libera circolazione. C’è chi grida allo scandalo se si lancia un’iniziativa per rompere il 9 febbraio e poi però vorrebbe buttare per aria degli accordi che stanno alla base della nostra stabilità economica, permettendoci di fare mercato e avere pure un nostro tornaconto. Starei attento a rompere questi delicati sistemi…"

Il presidente del PS cantonale tira quindi in causa anche l'iniziativa cantonale votata pochi mesi fa: "Mi sembra che sia sul 9 febbraio che su "Prima i nostri", gli stessi che paradossalmente sostengono di difendere i cittadini in difficoltà, sono quelli che poi speculano su di loro… Nomi non ne faccio, ma c'è gente che predica in un modo, poi razzola male. C'è chi è salito sul carro di "Prima i nostri", e poi assume nelle sue aziende del personale bassamente remunerato che viene da oltreconfine." 

Secondo Righini la partita in futuro si giocherà sulle stesse posizioni, fintanto che "chi non ha un comportamento etico ora non cambierà atteggiamento". Riferendosi a questi argomenti, scomoda il caso BravoFly: "A fronte di mille promesse e amministratori comunali di destra, che hanno spianato la strada a queste strutture economiche - tuona il socialista - permettiamo a tali aziende di assumere stranieri facendoci credere che non siamo in grado di formare del personale… qui si tocca il fondo!"

"Una misura insoddisfacente"Anche il capogruppo PLR in Gran Consiglio, Alex Farinelli, non è soddisfatto dall'obbligo di convocare i disoccupati residenti il cui profilo corrisponde all’impiego offerto da un datore di lavoro.

“Misura insoddisfacente perché, seppure si possa comprendere che a Berna si ragioni in un’ottica federale, una soluzione unica non può funzionare. Da un lato ci si può rallegrare che si sia fatto uno sforzo per cambiare, ma per il Ticino questo modello non è sufficiente." Gli emendamenti proposti da Filippo Lombardi (PPD), pensati per la realtà ticinese, non sono infatti stati accettati: “Avrebbero rappresentato un'ulteriore passo nella giusta direzione, essendo comunque consapevoli che neanche quelli sarebbero stati la soluzione a tutti i problemi, ma avrebbero permesso un miglior adattamento alle specificità del cantone. Qui ci stiamo comportanto come un medico che dà a tutti i suoi pazienti la stessa medicina!"

Secondo il deputato in quota PLR, il tema del 9 febbraio è stato affrontato in modo sbagliato sin dall’inizio: "La tematica andava affrontata in modo diverso, con un approccio più concreto, andando poi a Bruxelles a trovare un punto d’incontro. Abbiamo fatto il contrario del dovuto: sarebbe stato meglio preparare una proposta, portarla a Bruxelles e poi smussarla con le negoziazioni." Per Farinelli ora potrebbe essere molto difficile trovare una soluzione: "Sono abbastanza sicuro che a Bruxelles non andrà bene. Forse, si è un po’ perso il momento visti i delicati dossier attuali in Europa, 2 anni fa sarebbe stato probabilmente più facile..." 

Un pensiero finale dell'esponente liberale radicale è anche dedicato alle dichiarazioni rilasciate ieri dal democentrista Rusconi: "Ho trovato molto interessanti le sue dichiarazioni, che non vanno dimenticate. Non è lontano dalla verità quando dice che l'UDC sperava di perdere la votazione e invece l’ha vinta." 

OC

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata