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Ticino
9 febbraio, anche il PPD scontento
9 febbraio, anche il PPD scontento
9 febbraio, anche il PPD scontento
Redazione
10 anni fa
La variante Müller non piace al partito, che deplora il mancato sostegno agli emendamenti ticinesi

La variante del senatore Philipp Müller (PLR) per applicare il 9 febbraio, decisa oggi dal Consiglio agli Stati, non piace nemmeno al PPD ticinese, secondo cui sull'economia ora cadrà una complessa macchina burocratica senza che la volontà popolare e il federalismo vengano tenuti in considerazione.

Tramite una nota, il partito ricorda che sull'attuazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa il PPD proponeva "una soluzione sostenibile per l’economia, in grado di soddisfare le disposizioni costituzionali e attenta alle diverse realtà cantonali".

Ad avere la meglio è però stato il progetto del PLR che "va a creare un mostro burocratico inefficace dal punto di vista dell’immigrazione e ostile all’economia" sottolinea il PPD."Il sostegno della sinistra ad una simile soluzione è comprensibile" prosegue. "Meno comprensibile invece che tale proposta sia potuta giungere dalle fila del PLR, partito autoproclamatosi difensore dell’economia".

Il PPD Ticino deplora in particolare che gli emendamenti ticinesi - suggeriti dal Consiglio di Stato e presentati da Filippo Lombardi - non abbiano ottenuto né l'appoggio degli esponenti socialisti ("che hanno addirittura dichiarato come non fosse questa la sede per combattere il dumping salariale"), né quello dei Verdi ("per i quali i frontalieri sonouna benedizione per l'economia ginevrina, quindi non vanno limitati"), e neppure quello dell'UDC ("per nulla interessata ad una soluzione federalista che avrebbe permesso alTicino di combattere le distorsioni almeno sul proprio territorio").

Gli emendamenti ticinesi, conclude il PPD, "sono così stati sostenuti unicamente dai senatori PPD e dall'altro ticinese, Fabio Abate".

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