
Dopo gli affondi di settimana scorsa all’indirizzo della Legge sullo sviluppo territoriale, l’ASSEA (l’Associazione economia e ambiente) torna alla carica. Nel mirino della neocostituita associazione economica questa volta c’è la tassa di collegamento. Una misura contenuta nel Preventivo 2015 che vorrebbe tassare i grandi generatori di traffico per finanziare il trasporto pubblico.
A poche ore dall’incontro con la Commissione Gestione e Finanze del Gran Consiglio, in cui l’ASSEA è stata ricevuta dai commissari ribadendo la propria contrarietà verso la nuova tassa, l’associazione solleva dubbi sulla costituzionalità della misura: “Dai documenti a disposizione risulta che il Consiglio di Stato non ha svolto accertamenti giuridici particolari in relazione agli articoli costituzionali con cui la tassa si pone in contrasto.”
Ed oltre ai dubbi, l’ASSEA dipinge uno scenario a tinte scure per il futuro economico del Cantone: “La tassa avrà l’effetto di favorire il turismo degli acquisti in Italia. Andare a lavorare in futuro potrebbe costare fino a 800 franchi, mentre a fare la spesa mediamente “solo” 120 franchi in più. Le aziende colpite da questa tassa dovranno forzatamente ribaltare i costi sulla loro utenza.”
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