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Ticino
"80 domande da Pronzini: come facciamo a lavorare?"
"80 domande da Pronzini: come facciamo a lavorare?"
"80 domande da Pronzini: come facciamo a lavorare?"
Redazione
10 anni fa
Il Consiglio di Stato risponde in modo piccato all'ennesima interrogazione del deputato MPS sul medico cantonale

In poco più di due mesi, il deputato MPS Matteo Pronzini ha sottoposto al Consiglio di Stato la bellezza di 80 domande sull'operato del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), attraverso cinque distinti atti parlamentari.

Un quantitativo che non trova precedenti nella storia del Gran Consiglio ticinese e che sembra iniziare ad esasperare pure il Consiglio di Stato.

Nella sua risposta all'ennesima interrogazione di Pronzini, quella presentata lo scorso 14 febbraio sul caso della 83enne ritrovata in fin di vita nel suo appartamento di Lugano, il Consiglio di Stato gli fa infatti chiaramente intendere che sarebbe opportuno evitare di continuare a inoltrare interrogazioni improvvisate e gli ricorda che questa enorme quantità di domande non fa altro che rallentare il lavoro delle autorità.

"Ci riferiamo al suo atto parlamentare con cui formula una quindicina di domande su uno spiacevole caso verificatosi nelle scorse settimane" esordisce il Governo nella sua risposta. "Il Consiglio di Stato non può che ribadire anche in relazione a questa interrogazione le considerazioni generali di disapprovazione nei confronti delle modalità di critica dell’operato del Medico cantonale già formulate nella contestuale risposta alle tre interrogazioni presentate sulle vicende relative alla casa per anziani di Balerna."

"Tra i compiti del Medico cantonale e dell’ufficio che dirige vi è indubbiamente, tra gli altri, quello di vigilare sugli istituti di cura e sugli operatori sanitari" prosegue il Consiglio di Stato. "Tale attività di vigilanza viene svolta attraverso regolari ispezioni presso le strutture sanitarie, mediamente una settantina l’anno, la valutazione e l’approfondimento delle numerose segnalazioni di presunte irregolarità ricevute o l’allestimento di rapporti per la Commissione di vigilanza sanitaria. Questo compito rappresenta comunque solo una parte delle incombenze dell’Ufficio del medico cantonale, accanto ad esempio al controllo delle malattie trasmissibili, ai programmi di prevenzione e promozione della salute o al servizio di medicina scolastica. Vista la sua funzione specifica, il Medico cantonale è senz’altro uno dei funzionari pubblici maggiormente e comprensibilmente sollecitati con regolarità, dai media e dalla popolazione, si tratti di un picco di casi di morbillo, come recentemente capitato, o di uno spiacevole episodio verificatosi presso uno dei 63 enti gestori di case anziani, dei 15 ospedali e cliniche, dei 32 servizi spitex o degli oltre 7'000 operatori sanitari autorizzati al libero esercizio della rispettiva professione nel nostro Cantone."

"Al di là dell’impegno costante e regolare profuso, è certo illusorio ritenere che l’attività di vigilanza sanitaria possa escludere qualsiasi avvenimento spiacevole o violazione delle norme, ma è comunque comprensibile ritenere che il Medico cantonale risponda con adeguata tempestività e con l’attesa professionalità al verificarsi di episodi che richiedono attenzione" scrive ancora il Governo. "È tuttavia inammissibile e deprecabile che, come nell’interrogazione in oggetto, di fronte ad un caso verificatosi solo qualche giorno prima un deputato accusi il Medico cantonale di essere“superficiale”, “negligente” e di aver “poca voglia di fare”, ovviamente senza sapere né poter conoscere, trattandosi di una situazione specifica ancora all’esame, quanto accaduto e quanto intrapreso."

"Il Consiglio di Stato ritiene che la fiducia nelle istituzioni non si costruisce solamente attraverso il proprio lavoro, ma anche attraverso il rispetto per quello altrui e per i ruoli istituzionali" prosegue il Governo. "Tali ruoli non impediscono il giudizio anche severo da parte del Parlamento e dei suoi membri, ma dovrebbero quantomeno obbligare a formulare dubbi e richieste in maniera precisa e attraverso un registro adeguato."

"Fiduciosi che si tratti di un episodio di spontaneità in prosa" scrive il Governo, "la invitiamo pertanto in futuro a meglio circostanziare quanto affermato riguardo a singoli funzionari o ad astenersi da tali formulazioni pretestuose. Convinti inoltre che non si tratti di un episodio di personalismo ingiustificato, ricordiamo che, reiterando modalità precedenti, già solo negli ultimi due mesi, cioè dal 12 dicembre scorso ha formulato 80 domande al Dipartimento della sanità e della socialità in cinque interrogazioni, in particolare dedicandone ben una sessantina allo specifico caso della casa anziani di Balerna e al ruolo del Medico cantonale. Tale abbondanza, e tale cadenza, impegnano l’autorità cantonale aggravandone ulteriormente la gestione ordinaria e, come può immaginare, togliendo risorse da dedicare a questi stessi compiti di vigilanza secondo le reali priorità d’intervento."

"Nel caso specifico, evidentemente il Medico cantonale ha promosso gli accertamenti necessari dopo aver appreso quanto successo. Le verifiche volte ad appurare fatti e eventuali responsabilità di quanto purtroppo accaduto sono tuttora in corso" conclude il Governo. "Viene quindi ribadita l’impossibilità - nonché la ferma volontà - di non reagire alle illazioni fornendo anzitempo informazioni: da un lato in quanto non è lecito nel corso di approfondimenti, dall’altro in quanto non costruttivo per i fini comuni suoi e del Consiglio di Stato, ovvero l’appuramento della verità."

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