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80 candeline per l'Associazione dei frutticoltori ticinesi, Sassella: "Vediamo interesse nei giovani"
Redazione
6 mesi fa
Il presidente dell'associazione parla dell'evoluzione del settore e delle sfide odierne da affrontare. "Con il cambiamento climatico diventa tutto più difficile".

Il 2025 segna un traguardo speciale per l’Associazione dei frutticoltori ticinesi, che festeggia il suo 80esimo anno di attività. Per l’occasione, sabato 11 ottobre al mercato coperto di Giubiasco è in programma una festa, dalle 9 alle 18. Una manifestazione per festeggiare l’associazione - che oggi conta 300 soci - ma anche per far conoscere una disciplina che negli anni è cambiata molto. “I ticinesi oggi sono più portati per la viticoltura, perché si tramandano i vigneti di padre in figlio”, spiega il presidente Alberto Sassella. La frutticoltura, inoltre, “è un po’ più complessa, perché abbiamo varie specie ed è dunque complicato gestire il tutto. Questa attività è confinata adesso nei giardini volontari e i soci sono per la maggior parte amatori”.

Cambiamento climatico e trucchi del mestiere

La frutticoltura deve inoltre fare i conti con il cambiamento climatico. “Diventa tutto più difficile, perché abbiamo questi periodi di siccità, e successivamente delle pluviometrie importanti che distruggono parte dei nostri raccolti", prosegue Sassella. C’è però una buona notizia per il settore: il ricambio generazionale non manca. “Lo vediamo ai corsi estivi di potatura, dove si insegnano varie nozioni, come la necessità di rinunciare a una parte della produzione: una gemma dà cinque mele e noi lasciamo solo quella centrale, perché è la prima a fiorire. È un trucco per evitare di ‘spompare’ la pianta”. Se si tirano infatti tutte le riserve “l’anno successivo l'arbusto, indebolito, non fornirà la stessa quantità”. I giovani, in definitiva, “sono attratti perché ricevono gli alberi dai loro genitori e vogliono imparare a gestirli, motivo per cui vengono ai corsi”.